Per il Csm ci propongono una truffa non un sorteggio

“Quello che ci propongono è una truffa non un sorteggio”. È categorico Nicola Gratteri, nel commentare l’eventualità del sorteggio dei componenti del Csm che verrebbe fuori in caso di vittoria del “sì” al referendum di domenica e lunedì prossimi. Gratteri è intervenuto alla trasmissione di Radio 24, 24 Mattino, e rispondendo alle domande di Simone Spetia ha parlato di questo aspetto della riforma: “I componenti del Csm dei giudici e dei pm saranno sorteggiati tra tutti quelli d’Italia. Ma la cosa anomala sta nel fatto che i dieci posti in sorteggio dal Parlamento faranno parte di un elenco di indicazioni che arriveranno dalla politica, in maniera proporzionale al numero dei parlamentari di ogni singolo gruppo. Insomma, nell’urna metteranno nomi da loro indicati: questa è una truffa non è un sorteggio”. Gratteri parla a Radio 24 di “sorteggio temperato” sostenendo che “Chi esce risponderà sempre alle logiche della politica” .
Il Foglio? Nessuna minaccia, ma non posso essere diffamato
“La mia non era una minaccia. ‘Valuterò dopo’ significava solo che, se rispetto alle diffamazioni che da quando ho affermato che voterò no al referendum sto ricevendo sistematicamente ogni giorno da 5-6 giornali, valuterò se ci sono gli estremi per cause civili o denunce penali“. Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli in onda su Radio 24, torna sul caso sollevato dal quotidiano “Il Foglio”. Lo fa rispondendo ad una specifica domanda posta da Simone Spetia, conduttore di 24 Mattino, la trasmissione di attualità proposta da Radio 24. “Le mie parole sono state lette come un’intimidazione? Io combatto chi intimidisce. È da mesi che le mie frasi vengono alterate. Un esempio? Tre anni fa mi ero espresso a favore del sorteggio dei componenti del Csm, ma ora ho spiegato che quello proposto da questa riforma non è un sorteggio. Ciò nonostante, fino a ieri sera continuavano a dire ‘Il voltagabbana di Gratteri’. Mai avrei immaginato due Csm e un’Alta Corte. Dovevo mettere in preventivo questi attacchi ‘entrando‘ nell’agone della campagna elettore? Ma non è normale che si raccontino bugie”. E ancora: “Ho già fatto e vinto cause civili contro i giornali: 70mila euro, per due volte. Fondi che ho poi destinato in beneficenza”.
Costi alti per due Csm e l’Alta Corte
“Oggi il Csm costa 47 milioni. Con la riforma avremo due Csm più un’Alta Corte: ciò significa 47 milioni per tre”. È il convincimento di Nicola Gratteri, per spiegare le ragioni che lo porteranno a votare no al referendum confermativo di domenica 22 e lunedì 23 marzo. “Dove si prenderanno i soldi? – si è chiesto Gratteri – Non vorrei che non si assumessero più cancellieri o si tagliassero i fondi per le intercettazioni. Non vorrei che si togliessero dagli straordinari, ricordando che gli stipendi dei dipendenti del Ministero della giustizia sono i più bassi in assoluto, anche rispetto a quelli dei Comuni”.
Votiamo no per avere sempre un PM sereno
“Perché votare no? Perchè non vogliamo un Pubblico ministero che sia sganciato dalla cultura di giurisdizione, vogliamo un pm che continui a ragionare da giudice, che continui a cercare prove a favore dell’indagato e non cerchi di portarlo in giudizio ad ogni costo. Vogliamo un pubblico ministero sereno, tranquillo, che possa ragionare senza avere l’angoscia che possa essere messo sotto accusa”. Nicola Gratteri ha risposto alle domande del conduttore Simone Spetia, ribadendo le ragioni che lo porteranno a votare no al referendum di domenica e lunedì prossimi. Il discorso è scivolato sugli altri sistemi giudiziari: “Chi vota sì porta ad esempio sistemi che fanno paura, come quello americano, dove non solo c’è la separazione ma il Pm non è di carriera. Ecco, noi non vogliamo un sistema come quello statunitense nel quale il ministero, nel caso del militare che ha sparato a freddo sette colpi al volto di una donna che aveva le mani sul volante, ha detto che non è reato e che il poliziotto non può essere incriminato”. C’è chi porta ad esempio il sistema francese, gli è stato chiesto. “E chi dice che è migliore di quello italiano – ha sostenuto Gratteri – che è in grado di contrastare la corruzione e le mafie. Mi dicono che stanno giudicando Sarkozy? Quello che faceva Sarkozy si sapeva pure quando era presidente. Lo si processa? Ma adesso vale come due di coppe a briscola. Pensate che, dopo la strage di Duisburg, il magistrato tedesco venne a trovarmi per pregarmi di non far tenere il processo in Germania, perché non erano in grado di portarlo avanti. E noi pensiamo ai ‘modelli‘ stranieri?”