Per prima cosa desideriamo ricordare il nostro amico e socio Francesco Paolo Vassallo con cui abbiamo condiviso tanti anni insieme di passione per il nostro mestiere di librai ed editori.
Due gli incontri previsti per questa settimana in libreria in via Marchese di Villabianca, 102 – Palermo:
giovedì 12 marzo alle ore 17:30, verrà presentato il libro di Sibilla Gambino Oltre il muro il babau, un romanzo pubblicato da Carlo Saladino Editore.
All’incontro sarà presente l’autrice che dialogherà con Francesca Celestra. Manuela Cangemi leggerà alcuni brani tratti dal libro.
A Budapest quel mattino nell’esclusivo Forum Hotel, Silvia D’Ambrosi, una bambina milanese di otto anni si è appena svegliata nella suite dove il padre, abile imprenditore corrotto, la lascia, come sempre, da sola. La cortina che in quegli anni sta per cadere, sconvolge i suoi piani e malvolentieri si vede costretto ad affidare la bambina alla nonna materna, che vive in povertà, alla periferia di Budapest e che Silvia non ha mai conosciuto. Quel giorno, il 9 maggio del 1989, sta per cambiare la vita di Silvia, dell’Ungheria e del mondo intero. Venticinque anni dopo il mondo patinato e privo di solidarietà umana in cui è cresciuta la milanese Silvia è di nuovo stravolto.
Sabato 14 marzo alle ore 17:30, verrà presentato il libro di Franca Alaimo Le cercatrici d’acqua, una raccolta di poesie, novità editoriale Ilglomerulodisale.
All’incontro sarà presente l’autrice che dialogherà con Maria Grazia Insinga, Andrea Accardi che ha scritto la prefazione e l’editore Gaetano Magro.
Daìta Martinez leggerà alcune poesie tratte dal libro.
È un consegnarsi, arresa, alla poesia, all’arte sacra della parola il dono che Franca Alaimo offre ai lettori della sua ultima raccolta, Le cercatrici d’acqua.
Un peregrinare in cerca della bellezza e del vero che tende alla luce, un canto caratterizzato da una verticalità di sguardo e significato fortemente intrecciato con una dimensione corporale che riconosce l’origine dell’umano in tutto ciò che è terra, materia, bellezza concreta delle cose.
Perché il vero insegnamento della poesia – Alaimo lo sa e ce lo ricorda spesso – è la mai paga necessità di tornare a inebriarsi alla fontana, alla sete, come scrive Hugo Mujica in un suo bellissimo frammento.
Per scendere nelle viscere dell’esistere e non limitarsi alla forma apparente delle cose, per dare, come fa magistralmente la poeta in questo prezioso libro, una dimensione di carne, di vita a ciò che siamo abituati a chiamare, un po’ troppo frettolosamente, poesia.
Luca Pizzolitto