“Invitare a votate sì per togliersi di mezzo la magistratura e definire i magistrati come un plotone di esecuzione è inaccettabile, istituzionalmente gravissimo e doppiamente indegno per chi come Giusi Bartolozzi ricopre il ruolo di capo di gabinetto del ministro della Giustizia.
Per i siciliani come me l’amarezza è doppia. Quelle parole arrivano infatti da una magistrata nata nella stessa terra di giudici come Chinnici, Livatino, Saetta, Falcone, Borsellino e tanti altri baluardi della legalità morti per il loro impegno.
È la stessa terra in cui tanti magistrati continuano a vivere sotto scorta, costretti a un’esistenza blindata per le loro battaglie contro la criminalità organizzata.
A questo punto è impossibile per i sostenitori del sì negare quale sia la vera intenzione della riforma: un potere esecutivo senza contrappesi, libero di agire senza controlli e di collocarsi al di sopra della legge.
E’ un vero e proprio attentato alla democrazia ed allo Stato di diritto volersi sbarazzare della magistratura, cioè dell’argine all’illegalità ed agli abusi dei potenti e dei politici disonesti. L’obiettivo sembra chiaro: costruire una casta di impuniti.
La vicenda è ancora più inquietante perchè la stessa capo di gabinetto Bartolozzi è indagata per falsa testimonianza nel caso Almasri e la maggioranza sta tentando di estendere nei suoi confronti la competenza del Tribunale dei Ministri.
Peccato che non sia un ministro. La legge è uguale per tutti, non solo per i cittadini comuni, ma anche per chi governa. Invece assistiamo a un paradosso: pene più severe per i cittadini e privilegi sempre maggiori per i potenti e i colletti bianchi.
Bisogna andare in massa a andare a votare convintamente no al referendum e fare scudo a chi difende la legalità e i cittadini dalla criminalità”.
Così la deputata siciliana del M5S Ida Carmina.