Palermo, 28 febbraio 2026 – Alla luce dei danni causati dal passaggio del Ciclone Harry, che ha sconvolto il profilo delle coste siciliane, CNA Balneari Sicilia chiede l’attivazione del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea (FSUE). Non solo come sostegno economico, ma come strumento normativo per ottenere una estensione delle concessioni demaniali marittime oltre la scadenza del 30 settembre 2027.
Il ciclone ha reso irriconoscibili ampie aree costiere, cancellando tratti di arenile e modificando la conformazione naturale su cui si basano i Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM) adottati dai Comuni. Senza una revisione approfondita di questi piani – che richiede tempo, rilievi tecnici e nuove valutazioni ambientali – qualsiasi gara pubblica sarebbe oggi impraticabile e giuridicamente nulla.
Per questo CNA Balneari propone una estensione delle concessioni direttamente collegata ai tempi di ricostruzione e alla effettiva possibilità di ripristinare le attività. Una misura che non rappresenta un privilegio, ma una risposta necessaria e proporzionata a una calamità naturale senza precedenti.
“Il Governo regionale e l’assessore Savarino stanno seguendo la strada giusta – dichiara Mario Fazio, Presidente di CNA Balneari Sicilia – Noi vogliamo sostenerla con proposte concrete. Chiedere alle imprese di partecipare a gare su spiagge che non esistono più significherebbe condannarle alla chiusura”.
Per Gianpaolo Miceli, Coordinatore di CNA Balneari Sicilia, “la priorità è adeguare i PUDM alla nuova realtà fisica delle coste. Solo dopo si potrà pensare a gare trasparenti e legittime. Nel frattempo, l’estensione delle concessioni è l’unica strada per tutelare migliaia di famiglie e un settore strategico per l’economia siciliana”.
CNA Sicilia, con i presidenti Filippo Scivoli e il segretario Piero Giglione, esprime pieno sostegno alla battaglia: “Il turismo balneare è un pilastro dell’isola. Difenderlo con strumenti europei e con una visione strategica è un dovere verso le imprese e i territori colpiti”.