
Un ricercatore conservatore, le cui teorie sono state ripetutamente respinte dagli ispettori elettorali della Georgia, sta emergendo come figura centrale nell’indagine culminata nel sequestro dei registri elettorali del 2020 nella contea di Fulton da parte dell’FBI. Si tratta di Kevin Moncla, un uomo il cui passato solleva inquietanti interrogativi sulla credibilità delle fonti che alimentano l’ala più radicale del movimento legato a Donald Trump.
Moncla ha dedicato anni a cercare di dimostrare che il voto del 2020 nella contea di Fulton fosse viziato da frodi, nonostante molte delle sue affermazioni siano state screditate o smentite dai fatti, hanno continuato a essere citate dall’ex presidente e da figure a lui vicine, come l’avvocatessa Cleta Mitchell, nota per il suo ruolo nel tentativo di ribaltare l’esito delle scorse presidenziali. Recentemente, Moncla ha ammesso di essere stato intervistato da investigatori governativi, ai quali avrebbe fornito i dati alla base dei suoi reclami.
Il profilo personale di Moncla, proietta una luce sinistra sulla sua attività di ricercatore che nel 2004 si è dichiarato colpevole di un reato di voyeurismo in Florida. I verbali del tribunale rivelano che Moncla ha filmato di nascosto la sua allora moglie e i suoi ospiti nel bagno di casa sua attraverso le prese d’aria sul soffitto. Tra le vittime figurano una coppia e i loro due figli piccoli, ripresi a loro insaputa durante il soggiorno presso la sua abitazione. Per questi fatti, una giuria lo ha condannato a pagare 3,25 milioni di dollari di danni.
Il coinvolgimento di un uomo con tali precedenti in una delle indagini elettorali più delicate degli Stati Uniti solleva dubbi sulla legittimità dell’azione dell’FBI. Esperti legali sostengono che, se il mandato di perquisizione si fosse basato su teorie già ampiamente smentite fornite da un soggetto con tale passato, verrebbe meno la “causa probabile” necessaria per l’operazione.
Il caso di Moncla sembra inserirsi in un quadro più ampio e preoccupante che tocca la cerchia dei sostenitori più accaniti di Trump. Il riferimento agli scandali sessuali e al coinvolgimento di minori, che richiama alla mente le vicende legate al caso Epstein, appare come un problema ricorrente e attuale tra alcuni dei protagonisti che gravitano attorno all’universo trumpiano, mettendo a dura prova la tenuta etica delle narrazioni portate avanti da questi attivisti.
Gian J. Morici