ROMA – “Uno, due e tre”. Una formula propiziatoria ripetuta ogni volta per ciascun biglietto della Lotteria Italia venduto, passandolo tre volte in mezzo a due corni rossi portafortuna appesi al suo banchetto a rotelle. “Alla gente fa piacere e attira l’attenzione, così le persone si avvicinano”, racconta ad Agipronews Maurizio, che da 25 anni vende biglietti della Lotteria Italia a Via Condotti, nel cuore del centro di Roma. “Ho iniziato quando ancora c’erano le lire – spiega mentre continua a vendere biglietti con molta fila – è una tradizione che resiste in mezzo a Lotto, SuperEnalotto, Gratta e Vinci e altre forme di gioco nuove. L’unica grande lotteria rimasta. Una volta ce ne erano altre come la Lotteria di Merano o quella di Viareggio. Tanta gente il biglietto lo compra per il legame affettivo, non perché spera davvero di vincere”.
Una tradizione di successo anche nelle vendite che, conferma Maurizio, “stanno andando bene come lo scorso anno”, in linea con la crescita /ripresa dopo il Covid. “Il momento migliore – racconta Maurizio – è sempre dopo Natale, soprattutto il sabato e la domenica, qualche giorno fa ho venduto 800 biglietti in un giorno. Ma il picco è proprio il 6 gennaio quando la gente, all’ultimo momento, si tuffa sugli ultimi biglietti di noi rivenditori con il banchetto intorno a Via del Corso. Ci conosciamo tutti e un po’ ci aiutiamo. Vendiamo anche quelli resi dalle tabaccherie”.
Tanti anni di lavoro nel centro di Roma hanno permesso a Maurizio di incontrare diversi personaggi famosi. “Hanno comprato biglietti qui da me – ricorda – Valeria Marini, Martufello e, di recente, anche Gigi D’Alessio”. Ma chiunque sia l’acquirente, vip o no, la speranza è sempre la stessa: che il rito dei corni rossi funzioni e porti un sogno vincente. Confidando anche in un piccolo “regalo” da parte dei vincitori.