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Il 28 marzo, nella parrocchia San Gerlando di Lampedusa, l’arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, ha presieduto la celebrazione della S. Messa interforze, in preparazione alla Pasqua, a cui hanno preso parte le autorità civili e militari dell’isola ed in particolare gli uomini e donne componenti delle Forze armate, della Polizia e degli Enti dello Stato di stanza sull’isola di Lampedusa. Un appuntamento che, grazie all’impegno dei cappellani, si ripete ogni anno in vista delle festività pasquali.
«Ancora quest’anno “viviamo strani giorni” – ha detto mons. Damiano nell’intervento omiletico – dall’11 aprile 1963 quando il Santo Padre Giovanni XXIII nella memorabile Enciclica Pace in terris, sulla pace fra tutte le genti fondata nella verità, nella giustizia, nell’amore, nella libertà, dichiarò la guerra «fuori dalla ragione», l’Uomo non si è riconciliato con se stesso e per questo non c’è riconciliazione tra i fratelli e le sorelle in umanità; per usare le parole del profeta Osea, si continua a “cavalcare cavalli” – oggi armi sofisticate sempre più potenti e micidiali – e a chiamare “dio nostro” l’opera delle nostre mani». L’Arcivescovo per dipingere gli attuali “sbandamenti umani” presenti sullo scenario internazionale ha citato l’espressione “guerra mondiale a pezzi” coniata da Papa Francesco e pronunciata la prima volta il 18 agosto 2014, in una conversazione con i giornalisti a bordo dell’aereo che lo riportava a Roma da Seoul, e ripetuta più volte nel corso degli anni. Sebbene – ha proseguito – non siamo di fronte a una guerra globale nel senso tradizionale, «il nostro pianeta è sconvolto da numerosi conflitti che, messi insieme, creano un quadro devastante di violenza, instabilità e sofferenza. Dagli scontri armati alle crisi umanitarie, passando per le disuguaglianze economiche e sociali, ci troviamo davanti a un ordine mondiale frammentato, in cui la pace sembra un miraggio sempre più lontano».