19 Luglio 2024
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1 thought on “Il tempo di morire

  1. Questa volta la Cancelleria tedesca non ha sbagliato. La crisi è in piena evoluzione. Pesano come macigni le incognite sul debito USA, il default annunciato (e poi sospeso) della Grecia e della Spagna, le prossime elezioni americane capaci di condizionare le politiche della FED, il rallentamento di potenze economiche come la Cina, le prossime elezioni italiane.
    La verità è che il dualismo “moneta unica”-“politiche fiscali nazionali” soffre oggi in maniera eccessiva sia della lentezza dei processi decisionali europei sia, soprattutto, dell’assenza di nuove visioni.
    L’impoverimento delle famiglie e la costante deindustrializzazione del Paese non troverà soluzione nell’immediato. Non è semplice ricostruire la fiducia (unica molla dell’economia).
    Nessuno s’interroga a sufficienza sul fatto che l’imposizione fiscale privilegia (da tempo) le rendite finanziarie al lavoro.
    La produttività è ancora legata all’unica variabile facilmente accessibile anche da menti inferiori: il costo del lavoro.
    Siamo entrati nel XXI secolo con ricette economiche che, nel migliore dei casi, sono centenarie.
    Un’informazione corretta è tale anche se la crudeltà della notizia toglie il fiato a tutti: ma della verità abbiamo un gran bisogno.
    La stampa, cartacea e virtuale, è ricca (forse troppo) di commenti e analisi della crisi. E’ ancora dominante la convinzione che mercato e capitalismo siano la stessa cosa.
    Il Mozambico ha ancora l’arma della bilancia commerciale. Noi abbiamo ceduto anche il porto d’armi.
    Alfonso Albano

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