Ad affermarlo, Giampiero Carta, candidato sindaco di Agrigento, con lista Agrigento Bene Comune.
Mentre a Roma continuano le proposte di modifica al Decreto fiscale inerenti l’IMU, ad Agrigento, il sindaco uscente Marco Zambuto, bramando la rielezione, non trova di meglio che istigare, demagogicamente, gli agrigentini alla “Disobbedienza Civile”: non pagate l’IMU, imposta municipale che entra nelle casse comunali, se prima “a Roma” non tagliano i “rimborsi ai partiti”!
E lo scrive pure senza una parvenza di senso del ridicolo.
Tra le 580 modifiche proposte già depositate in Commissione Finanze della Camera si rileva: il differimento al 30 settembre del termine per presentare la dichiarazione IMU per i contribuenti tenuti a tale adempimento, l’applicazione dell’aliquota prevista per la prima casa (4 per mille) anche alle case dove abitavano gli anziani che risiedono in case di riposo (le loro case, altrimenti, risulterebbero seconde case e sarebbero gravate dall’aliquota del 7,6 per mille), la rateizzazione dell’acconto di giugno.
Questo signore sa sempre come rendersi antipatico. Paghi lui una tassa che duplica di fatto tutti gli altri prelievi sui servizi come acqua e spazzatura. Un balzello che mette ancora più in difficoltà le famiglie gravate da una crisi nera! Un prelievo che porta poco o nulla nelle casse dei Comuni…quali benefici allora? Impari come chiedere, impari come fare politica!
Sicuramente non sarà per la simpatia di Zambuto che ci verrà scontata l’IMU. Purtroppo i partiti al governo si sono mangiati Italia, Sicilia e Agrigento. Carta canta la verità delle cose. Zambuto non può istigare i cittadini a pagare le tasse per via del finanziamento ai partiti: è pura (l’unica cosa pura della vicenda)demagogia. Se il signor Giuseppe voleva far risaltare il simpatico umorismo di Zambuto dando dell’antipatico a Carta dovrebbe fare qualche sforzo in più.