21 Luglio 2024
Home E’ emergenza sanitaria nazionale: il fotovoltaico industriale nei campi desertifica e uccide il territorio e le sue creature!

3 thoughts on “E’ emergenza sanitaria nazionale: il fotovoltaico industriale nei campi desertifica e uccide il territorio e le sue creature!

  1. Io farei molta attenzione a lanciare allarmi di questo tipo. Le pecore sono morte a causa del diserbante. Non è obbligatorio utilizzare il diserbante nei campi, è certo la soluzione più semplice per evitare la ricrescita delle erbacce, ma non la più ecologica, e personalmente sono contrario, come sono contrario agli impianti a terra in aree di pregio. Ma, da qui a dire che l’intera Italia rurale è a rischio, beh, mi sembra abbastanza esagerato e strumentale. I moduli mono e poli cristallini non sono nocivi ne tossici. Non hanno componenti chimiche o inquinanti, è vetro!

    Meglio informarsi prima di scrivere. Anzi no, scrivete cio’ che volete, il mondo è bello perché è vario!

  2. La soluzione più sostenibile sarebbe ridurre i consumi energetici, rimpiazzare le macchine con la forza umana! Personalmente sono a favore delle energie rinnovabili sempre e quando siano regolate da un piano energetico nazionale condiviso. Ad ogni modo concordo con il fatto che il fotovoltaico a terra è un’aberrazione così come è attuato, non tanto perché crea desertificazione o sia inquinante per l’ecosistema durante il suo esercizio (eventualmente a fine vita) bensì per entrare in competizione, per l’occupazione di superficie, con le colture e il pascolo (off-shore è il problema minimo). Il F.V. avrebbe senso collocarlo in aree marginali alle colture ad esempio con scarso valore della composizione chimica del suolo o poiché contaminato. Ricoprire le tettoie dei parcheggi o dei capannoni con fotovoltaico sarebbe utile in quanto ridurrebbe l’effetto albedo o isola di calore procurando un benefico microclima. Esistono poi colture di penombra che potrebbero intercalare il fotovoltaico a terra. Ciò impone progettisti seri e non semplici speculatori!!!
    Davvero voi del comitato contro il fotovoltaico e l’eolico pensate che queste fonti di energia rinnovabile siano più nocive delle fonti fossili come il gas naturale rigassificato, il petrolio, il carbone o ancora del combustibile da rifiuti indifferenziati? Vogliamo dire che nei “termovalorizzatori” si bruciano rifiuti pericolosi radioattivi??? Vogliamo poi parlare seriamente dei campi magnetici generati dagli elettrodotti, del gas radon e del particellato sottile PM 2,5 emesso dagli impianti di riscaldamento e autoveicoli? Perchè limitarci a parlare solo dell’eolico e del fotovoltaico? Con quali fonti sostenibili pensate sia possibile fornire il fabbisogno energetico di case e industrie? Alle critiche e al negazionismo devono necessariamente corrispondere soluzioni alternative.

  3. Il Comitato Nazionale non è contrario al fotovoltaico.
    Riteniamo però, come tantissimi italiani, che il posto giusto per il fotovoltaico siano i tetti – i milioni di tetti (di case, capannoni, centri commerciali) ancora liberi.
    In ogni caso non i terreni agricoli o quelli allo stato naturale.
    Riteniamo inoltre che sia stata una gravissima aberrazione consentire la realizzazione di migliaia di impianti fotovoltaici che hanno estensioni fino a cento ettari e più su terreni agricoli o naturali.
    Tutti questi impianti dovranno essere smantellati e la terra dovrà essere restituita alla sua naturale funzione – ovvero quella naturale o agricola.
    Il comitato inoltre ritiene che efficienza e risparmio energetico siano fattori fondamentali e imprescindibili per una corretta politica energetica che punti veramente a ridurre i consumi delle fonti fossili.
    Quindi riepilogando: risparmio, efficienza e anche rinnovabili, ma veramente rispettose della natura e dei territori.

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