La Miniera di Taccia Caci, le cui discenterie intersecano il ventre giallastro della montagna Mintini di Aragona, ha offerto uno scenario unico e naturale alla Festa della Vendemmia 2011, manifestazione organizzata dai Viticultori Associati con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Aragona. In una domenica tipicamente autunnale, in uno dei luoghi della memoria minuziosamente descritto nelle opere di Luigi Pirandello- la miniera Taccia-Caci- i Viticultori Associati hanno celebrato la fine dell’estate, dopo aver messo a riposare nelle botti delle Cantine i bianchi, i rossi e i rosati, vini nati dal sapiente e costante lavoro e dall’esperienza realizzati in oltre 40 anni di attività.
Una festa dal sapore tradizionale che ha voluto coniugare la degustazione dei vini ai prodotti tipici, come i formaggi, il pane, la salsiccia, le olive e la frutta, il tutto accompagnato da buona musica e da una coinvolgente allegria. La scelta della location non è stata assolutamente casuale, ma conferma il procedere di un progetto enologico nato tre anni fa tra il nuovo consiglio d’amministrazione della cantina e l’Amministrazione Tedesco, che prevede la gestione e l’utilizzo di una parte delle strutture del Parco minerario per scopi di affinamento. E dunque per coniugare la valorizzazione del territorio e il vino di qualità con cui l’azienda ha raccolto grandi riconoscimenti da parte degli addetti ai lavori e importanti apprezzamenti nei mercati internazionali, l’intero Parco Minerario, ubicato nel cuore delle Terre del Nero d’Avola, è divenuto meta di visite guidate per raccontare storie e riesumare pagine di memoria scritte col sudore e il sacrificio di centinaia di minatori aragonesi.
L’evento ha fornito agli addetti ai lavori un’ opportunità conviviale di confronto e di scambio, proprio quando gli esperti del settore iniziano ad azzardare i primi bilanci sulla vendemmia del 1011.
“La vendemmia – spiega Giovanni Greco, presidente di Viticultori Associati – dal punto di vista qualitativo è stata ottima, le temperature asciutte hanno consentito una buona maturazione delle uve per cui prevediamo un’eccellente annata come qualità dei vini. Certo, la produzione dei vini sarà inferiore perché c’è stato un calo sostanziale nella produzione delle uve, circa il 30-35% in meno, tuttavia speriamo che tale differenza venga compensata da una migliore vendita sul mercato. Fare delle previsioni al momento è un po’ azzardato, vedremo nel 2012 quando i nostri prodotti saranno in commercio, ma noi siamo ottimisti perché dal punto di vista qualitativo i nostri vini sono eccezionali e pertanto l’unico vero problema sarà legato alla comunicazione e alle operazioni di marketing aziendale. La nostra presenza, questa mattina ad Aragona, conferma il procedere di un lungo e articolato progetto di promozione che intende lanciare un’idea diversa di azienda vitivinicola collegata strettamente al territorio. Anni di esperienza mi hanno portato a credere che il vino da solo non basta, per vendere un buon prodotto serve anche raccontare il territorio, il contesto su cui si muove l’azienda e la Miniera Taccia Caci offre alla vendemmia del 2011 una location veramente unica per lanciare le nostre novità.”
Risulta innegabile, nonostante l’ottimismo degli addetti ai lavori, che In Italia vi sia una stagnazione dei consumi, che Viticultori Associati riesce a superare, lavorando molto all’estero. Più del 50% della produzione si muove sui mercati internazionali, dove vengono apprezzati i vini autoctoni come il nero d’avola e il grillo, vini fortemente legati al territorio. E in questa Festa della Vendemmia 2011, confermando il parere degli esperti, il protagonista indiscusso è stato proprio il nero d’avola, vino che troppo spesso, purtroppo, viene svilito sia Italia sia all’estero con prezzi stracciati, perché vittima di una concorrenza spietata che lo pone sullo stesso piano di altri vini privi di un marchio di qualità e frutto del lavoro non sempre attento ai disciplinari di produzione.
Il nero d’avola insieme ad altri bianchi- il grillo , il catarratto, l’inzolia- fa parte dei vitigni internazionali che possono essere prodotti ovunque, dall’Australia alla California. Ma a distinguere i nostri vini da tutti gli altri è la nostra terra, il calore del nostro il sole, la capacità di fare qualità, senza l’uso di additivi chimici o di sostanze strane. “Il nostro è un prodotto naturale che viene dalla terra, dal sole, dal lavoro duro dei nostri produttori.”- conclude Greco.
E ancora sul nero d’avola Tonino Guzzo, enologo, aggiunge:
“In Sicilia il nero d’avola si produce da sempre, si pensa che la sua zona d’ origine sia la parte orientale della Sicilia, ma la memoria storica lega il territorio agrigentino a questa varietà. Le terre del nero d’Avola agrigentine sono la culla di questo vitigno; qui cresce particolarmente bene, esprimendo il massimo di sé con vini di grande potenza, ma allo stesso tempo di grande eleganza. Viticoltori associati negli ultimi anni è stata l’azienda che si è distinta per il modo in cui è riuscita ad elaborare questo vino. La forza dell’ azienda viene dalla conoscenza del territorio. Riuscire ad individuare le vigne vocate, quindi le zone più elette per la produzione del vitigno e poi del vino, ci dà la possibilità di presentare il nero d’avola in diverse sue qualità: dalla qualità base riusciamo a fare un vino base che viene apprezzato nel mondo, il la Ferla; al vino principe dell’azienda, l’Aynat , un pluripremiato in tutti i concorsi internazionali. Quest’ultimo sta spopolando, dando dimostrazione che la sua qualità è curata nei particolari con dovizia tecnica, riuscendo a dare veramente grandi risultati e ad essere apprezzato in tutto il mondo.”
Sull’evento concluso con soddisfacente successo Alfonso Tedesco, Sindaco di Aragona dichiara: “Si tratta di un’iniziativa veramente particolare, che ha saputo coniugare i nostri prodotti e la nostra storia con la riscoperta del Parco minerario e della miniera Taccia Caci, miniera appartenuta alla famiglia Portulano, da cui discendeva la moglie di Pirandello. La nostra storia e la nostra identità si coniugano così, in maniera naturale, con l’attività imprenditoriale dei viticoltori Associati di Canicattì, che hanno scelto questo sito per promuovere i loro vini, dando la possibilità ai numerosi visitatori di fruire del Parco minerario, di scoprirne le ricchezze e di degustare i prodotti tipici della nostra terra. Con questo progetto si concretizza un’idea sperimentale di microeconomia, che incentiva il turismo culturale e che dà anche la possibilità agli imprenditori di trovare una location unica per le loro attività e le loro ricerche.”
Tra le novità promosse dalla Festa della Vendemmia due le etichette di particolare interesse, ulteriormente legate al territorio con due nomi tratti dalle novelle di Pirandello: il Fileno, vino bianco e il Centuno, un rosso di nero d’avola affinato per un periodo limitato in botti di rovere.