Vittorio Arrigoni. Un Uomo

Squallide congetture ed etichette buttate di getto su una pagina web o sul foglio di un giornale o di qualcosa che in questo paese possa sembrar tale, per attaccare, demonizzare e strumentalizzare un Uomo, la cui fine meriterebbe ben altre parole, o, forse, ben altri silenzi.
La morte di Vittorio Arrigoni è un fatto che nessun discorso retorico, nessuna frase stupida e nessuna etichetta potrà cancellare, sminuire o far dimenticare.

Eppure, ciò nonostante, c’è chi ritiene legittimo uccidere due volte un uomo e offendere i sentimenti di quanto lo hanno stimato e voluto bene.

Gratuita cattiveria di persone che non valendo nulla, non riconoscono valore alcuno agli altri.

Arrigoni era noto soprattutto per la sua attività in sostegno della causa palestinese e in particolare contro l’assedio condotto dallo Stato di Israele verso la popolazione della Striscia di Gaza.

Membro dell’ong International Solidarity Movement dal 2008 si era trasferito a Gaza da dove diffondeva informazioni sulle condizioni dei palestinesi della Striscia.

Nel 2008 era stato ferito e incarcerato dall’Esercito israeliano per aver difeso 15 pescatori palestinesi che pescavano in acque internazionali.

Collaboratore di Radio Popolare e reporter per il quotidiano Il manifesto.

Durante l’Operazione Piombo fuso ha ottenuto notorietà internazionale poiché il suo blog Guerrilla Radio era l’unica fonte occidentale a informare da Gaza in un momento in cui nessun giornalista professionista aveva accesso alla Striscia. Il sito di Arrigoni divenne per varie settimane uno dei blog più citati e letti in Italia.

Dopo aver ricevuto varie minacce di morte, il 14 aprile 2011 è stato rapito da un gruppo terrorista salafita. Un video immediatamente pubblicato su YouTube dai rapitori mostrava Arrigoni bendato e legato, accusava l’Italia di essere uno «stato infedele» e l’attivista di essere entrato a Gaza «per diffondere la corruzione», e ne minacciava l’uccisione a meno della liberazione, da parte di Hamas entro il pomeriggio del giorno successivo, del loro leader Hesham al-Sa’eedni e di altri militanti detenuti nelle carceri palestinesi. Il giorno successivo, il corpo senza vita di Arrigoni veniva rinvenuto dalle Brigate Ezzedin al-Qassam. La morte sarebbe avvenuta nella notte tra il 14 e il 15 aprile per strangolamento o per soffocamento mediante un sacchetto o un nastro di plastica.

A giudicare Arrigoni, qualche pseudo giornalista, del quale non vale neppure la pena citare il nome, e gruppi di persone che, prive di ideali e di coraggio, strumentalizzano anche la morte di uomini dai quali avrebbero certamente avuto molto da imparare.

Nasce così su Facebook il gruppo “Vittorio Arrigoni. Un inutile idiota. Strapagato e comunista, morto”, sulla cui bacheca è scritto:

“Giusto per capire di cosa si parla, ci vadano piano le anime belle che vorrebbero che tutti gli italiani si stracciassero le vesti per il futuro martire. Con tutta la comprensione per i poveri genitori che si sono ritrovati con cotanto figlio, vorrei rammentare che un “operatore umanitario” si becca 7000 euro al mese di indennità maggiorati delle spese di soggiorno (4000 euro circa). Quelli che non ci credono, vadano a vedere la voce “spese di funzionamento” del caro gino strada.
(cit.)

Non si potrebbe barattare con 20000 immigrati mussulmani? Se ne occupi Gino Strada e non ci rompano più i maroni.

Purtroppo, non abbiamo fatto in tempo a barattarlo…”.

854 membri sono iscritti al gruppo. Commentare quanto hanno scritto coloro che in tutta la loro vita non saranno capaci di vivere neppure un’ora da Uomini?

No. Per loro, possiamo provare solo una pena infinita…

Gian J. Morici

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