27 gennaio, la data del memorabile abbattimento dei cancelli di Auschwitz nel lontano 1945

Questa importante ricorrenza, dieci anni fa, è stata dichiarata dal Parlamento italiano “ Giornata della Memoria “ in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo.

Per non dimenticare lo sterminio del popolo ebraico ( Shoah ), le leggi razziali, la persecuzione, la deportazione, la prigionia e la morte di tanti poveri innocenti, oggi sono stati organizzati incontri, cerimonie e momenti comuni di riflessione, su quanto accadde allora agli ebrei, ai deportati politici ed ai militari italiani nei campi di concentramento nazisti.

Al fine di conservare viva la memoria di quel periodo della storia europea e del nostro Paese, perché sia scongiurato per sempre il ripetersi di simili tragedie, questa ricorrenza deve essere considerata anche come strumento attraverso il quale promuovere i più alti valori della libertà, della democrazia, della solidarietà, della fratellanza tra i popoli.

Come ieri, oggi è tempo di nuovi martiri, basta dare uno sguardo ad esempio a ciò che sta accadendo in Tunisia per rendersi conto dei nuovi segnali di intolleranza che tendono a far presagire un ripetersi ciclico degli eventi storici.

Memoria e Storia della Shoah diventano quindi un monito per i cittadini ed i governanti, per i giovani e per gli adulti, per le donne e per gli uomini, affinché il comportamento di ciascuno sia sempre ispirato al rispetto degli altri, al rispetto dei diritti umani, della dignità della persona, dei valori di uguaglianza e di giustizia; ogni giorno deve essere speso contro l’arroganza dei padroni, contro la xenofobia e la discriminazione di religione e di sesso.

Spesso le donne, ad esempio, vittime della discriminazione di genere, continuano a subire una insostenibile emarginazione ed in determinate aree geografiche la totale mancanza di libertà.

Le stesse donne vivono nella disperazione per il loro paese, ma anche per la loro posizione nella società, per la religione che professano ma anche per i figli ed i martiri non di rado vittime di rivolte interne e di ingiuste persecuzioni.

La giornata della memoria serve senza dubbio a non dimenticare le sofferenze di allora, ma ancor di più per sapere scegliere di evitare nuove sofferenze oggi ad altri popoli e ad altre persone, donne e uomini qi qualsiasi parte del mondo.

Agrigento, 27 gennaio 2011

Mariella Lo Bello Salvatore Montalbano Aldo Broccio

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