Cannatello muore

Uccisa dall’abusivismo e dall’ ignavia delle amministrazioni di ieri e di oggi. E tutto avviene nel silenzio. Ma qualcuno comincia a ribellarsi, come può. A Cannatello vi sono 140 strade e i residenti sono almeno seimila e tutti piuttosto scontenti, secondo i responsabili della commissione affari sociali e territoriali della parrocchia San Gregorio, che periodicamente s’incontrano per affrontare i problemi del quartiere e chiedere all’amministrazione e agli altri enti ed organismi di intervenire per risolvere qualcuno dei tanti disagi. La scorsa primavera, insieme al parroco don Lillo Pontillo, si sono incontrati con il Sindaco Marco Zambuto per consegnargli una documentazione sullo stato di abbandono del loro quartiere e sulle opere necessarie. “Ormai in tanti viviamo a Cannatello tutto l’anno. Ma è difficile sopportare tutto quello che accade. I nostri ragazzi devono alzarsi alle sei del mattino per prendere due autobus e arrivare nelle scuole di contrada Calcarelle perché non c’è una linea diretta. Nelle fermate dell’autobus non vi sono né marciapiedi né pensiline. Ma i marciapiedi mancano praticamente ovunque. Il manto stradale di tutta la via Cavaleri Magazzeni è in condizioni disastrose e quando piove dai vari accessi di questa via l’acqua scorre a fiumi e gli allagamenti sono inevitabili per la mancanza di tombini per lo scolo dell’acqua piovana”, dice Renzo Marino, coordinatore del comitato costituitosi in parrocchia. Il suo collega Gerlando Natalello ci descrive altre situazioni: “C’è un canalone dove scorre acqua che non sappiamo di che natura sia, ma dentro il quale vediamo discariche di eternit. Qua vengono ad abbeverarsi in particolare le pecore di alcuni pastori. Ma che acqua bevono ? Le discariche abusive, anche di eternit, sono ovunque e ogni tanto qualcuno aggrava la situazione bruciando i cassonetti. La toponomastica poi è inesistente. Le strade vengono indicate con riquadri colorati sui muretti che con le piogge sbiadiscono. Mancano gli specchi agli incroci e la visibilità pertanto per gli automobilisti è scarsa. L’unico impianto sportivo esistente è stato fatto a spese dei fedeli della parrocchia e il parroco paga la luce per l’illuminazione del campetto. Andando in giro si vedono i fili della luce toccare i rami degli alberi. La tensione elettrica potrebbe così scaricarsi a terra e i pericoli sono immaginabili ”. Il Sindaco Marco Zambuto conosce bene questa realtà: “Sono tutti problemi che abbiamo ereditato perché questo quartiere è abbandonato da quarant’anni. Chi avrebbe dovuto richiedere la realizzazione degli oneri di urbanizzazione ed occuparsi della costruzione delle opere primarie e secondarie non lo ha fatto. Noi abbiamo un piano di interventi che si andrà realizzando man mano che riusciremo a reperire gli stanziamenti economici necessari. Intanto la prossima settimana provvederemo a bitumare le strade e presto si inizierà la manutenzione per l’illuminazione pubblica”. E’ vero, problemi che sono stati ereditati. E’ il ritornello di tutti i Sindaci. Così dice oggi Zambuto, così dicevano i suoi predecessori, così diranno i futuri sindaci. Un ritornello che imparano bene a memoria dal primo giorno in cui diventano sindaci, presidenti della provincia, assessori. Fanno persino pena per avere avuto tanta disgrazia. Non dicono però di ereditare anche tutti gli aumenti di indennità e tutti i privilegi che i precedenti sindaci e amministratori hanno garantito a sé e ai loro successori. Si ricordano solo delle eredità scomode, quell che pure sapevano avrebbero dovuto affrontare nel momento in cui sono divenuti Sindaci e che invece diventano un alibi o una corazza con cui coprire la propria ignavia. E intanto Cannatello (e non solo) muore.

Elio Di Bella

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