Aeroporto, la farsa continua

Dopo anni di prese per i fondelli con l’aeroporto virtuale e con un inutile plastico – tutte cose che parecchio sono costate ai cittadini -, l’era D’Orsi ha aperto nuovi scenari.

Una tenda montata nei giardini pubblici all’ingresso della via principale di questa miserabile città, è stata sufficiente al Presidente della Provincia di Agrigento, per accaparrarsi le simpatie di quanti ancora continuano a credere che gli asini volano.

E se volano gli asini – si saran detti – perché non possono volare gli agrigentini?

In quest’ottica e secondo un copione già abbondantemente utilizzato dal sindaco Zambuto, il presidente D’Orsi scrive a ministri e politici di ogni sorta, non tralasciando neppure il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per continuare ad illudere un popolo che ha la classe politica che merita.

Mercoledì, 8 settembre, il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D’Orsi incontrerà il Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli.

Oggetto dell’incontro – perorato anche dal ministro di Giustizia Angelino Alfano – il fantomatico aeroporto di Licata, per il quale in passato si era speso, fissando anche lui un incontro con Matteoli, il senatore del Pd Benedetto Adragna.

Non si può certo dire che siano mancati ambasciatori e missive. L’unica cosa che è mancata da sempre, è stata quella di dotare questa miserabile città di uno scalo aeroportuale degno di questo nome, che colleghi questo lembo del Nord Africa con l’Italia.

In attesa di conoscere l’ennesima promessa o l’obolo che il governo nazionale sarà disposto a concedere, prendiamo atto che l’unica cosa ben piantata a terra ad Agrigento, è il cartello che da mesi campeggia nella villetta di Porta di Ponte che – come la croce a San Gregorio ricorda la visita del Papa -quotidianamente riporta alla mente degli agrigentini i giorni passati in tenda da parte del presidente D’Orsi.

Chissà se per il cartello di cui sopra sono state mai rilasciate le autorizzazioni o se, nella perfetta tradizione agrigentina, come per l’antenna parabolica messa da D’Orsi sulla ringhiera della scaletta prospiciente la Prefettura, il ricorso al fai da te ha fatto superare ogni ostacolo burocratico.

Gian J. Morici

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