Arnone annaspa ed insulta. Fine ingloriosa di un consigliere che annega nelle “sporche” acque di San Leone

Dopo aver dato luogo a spettacoli degni di ben altro palcoscenico che non quello della cronaca locale, Arnone torna a smentire ciò che tutti possono leggere sul sito di Legambiente:

http://risorse.legambiente.it/docs/Palermo.0000001501.pdf

Peccato, da un consigliere-ambientalista, ci saremmo aspettati ben altro. Certamente non l’inglorioso spettacolo che la foto offre ai lettori.

Evidentemente, l’averlo messo dinanzi una realtà a lui poco gradita o, forse, per effetto delle “bevute di acqua di mare”, Arnone reagisce in maniera scomposta, ricorrendo a quegli insulti ai quali sono usi far ricorso coloro che non hanno nulla da dire.

Ancora una volta lasciamo giudicare ai lettori la “qualità” degli scritti di Arnone, al quale torniamo a suggerire di dissetarsi con fresca gazzosa, lasciando l’acqua di mare a pesci e calamari.

Questo l’odierno comunicato del consigliere-analista:

SINTESI DELL’INTERVENTO CHE ARNONE TERRA’ IN APERTURA DEI LAVORI DEL CONSIGLIO COMUNALE DI OGGI, 29 LUGLIO 2010

Pubblica diffida: mente spudoratamente chi sostiene che Goletta Verde di Legambiente abbia diffuso dati allarmanti sul mare di S. Leone e quindi diversi da quelli dell’A.S.P. che dimostrerebbero gravi forme di inquinamento del mare di S. Leone.

E sono degli “imbecilli con patente” o, viceversa, furbi in malafede come Nello Hamel, coloro che sostengono che le feci rinvenute a riva a S. Leone possano provenire dai pennelli a mare, che scaricano a 3 km di distanza dalla costa e 20 mt di profondità.

La enorme bugia diffusa, cialtronescamente, nel corso della conferenza stampa di ieri del sindaco Zambuto da alcuni pseudo – giornalisti, secondo cui le analisi di Goletta Verde, laboratorio di Legambiente avrebbero accertato che il mare di S. Leone è fortemente inquinato, mette in chiaro che si è presenza di una campagna, anch’essa cialtronesca, finalizzata a denigrare, per ragioni politiche e probabilmente affaristiche, il mare di S. Leone, l’operato della coalizione Zambuto e quello del gestore del servizio idrico, Girgenti Acque.

La prova è appunto che Legambiente non ha mai asserito che il mare di S. Leone è inquinato, fornendo peraltro dati del tutto coincidenti con quelli provenienti dai laboratori ufficiali ASP e forniti ieri in conferenza stampa dal sindaco Zambuto. Sia Legambiente che l’ASP hanno rilevato una situazione di inquinamento (comunque in misura inferiore ad altri corpi idrici siciliani) e l’inquinamento localizzato nei pressi della villetta “Sandro Pertini”, in corrispondenza del canale di scolo abusivo delle acque luride, scoperto da alcuni cittadini e denunciato alle competenti autorità anche dal consigliere Arnone. Scarico abusivo che, per la cronaca, è stato prontamente risanato e non sversa più liquami in mare.

Per il resto, ma questo lo avevamo anticipato già nei giorni scorsi, il mare di S. Leone è perfettamente balneabile, non inquinato.

Ma il festival della cialtroneria o, per converso, della dabbenaggine (o “imbecillità patentata”) si arricchisce con le affermazioni di chi, sfidando leggi fisiche e logiche, nonché il ridicolo, sostiene che le feci intere nei pressi della riva, fotografate nei giorni scorsi, possano addirittura provenire da una distanza di 3 km dalla costa e 20 mt di profondità, ossia dallo sbocco del “pennello a mare”, compiendo poi un “periglioso percorso a ritroso”.

Tra coloro che sostengono questa teoria vi è un autorevole uomo politico, che certamente non è un imbecille patentato, ma agisce in palese malafede e che sarebbe bene che riacquistasse l’antica compostezza: costui è il consigliere Nello Hamel che, intervistato, non solo ha rilanciato la menzogna sui dati di Legambiente, ma ha anche rilanciato una ricostruzione del tutto fantasiosa in ordine al funzionamento dei “pennelli a mare” e all’impianto depurativo di primo livello di cui sono corredati.

Merita anche un arricchimento l’affermazione del Sindaco relativa alla “trentennale guerra politico – giudiziaria” che ha avuto al centro la vicenda del grande depuratore illegale del Villaggio Peruzzo, progettato dai due tecnici condannati dal Tribunale di Agrigento e in attesa del giudizio d’Appello. Va dato atto a Zambuto di aver avuto l’energia e la volontà politica di chiudere l’insana “guerra”, decidendo secondo criteri tecnici più idonei e, comunque, nell’alveo del rispetto delle norme.

Zambuto ha il grande merito, assieme a Girgenti Acque, di aver mandato in archivio (o in cassonetto, che dir si voglia) l’insano progetto del depuratore di Rizzo e Platamone. E quindi, giustamente, gli agrigentini potranno in un domani che auspichiamo prossimo, attribuire a Zambuto la risoluzione del problema depurativo e fognario della città. Assieme all’attribuzione dell’onore che merita chi ha combattuto, aspramente e per anni, scelte tecnicamente dissennate e illegali.

Il coraggio di Zambuto è tanto più apprezzabile perché si è dovuto scontrare con ampi settori del Consiglio Comunale, tutt’ora fortemente condizionati dalla volontà di sostenere gli interessi di Rizzo e Platamone, piuttosto che gli interessi degli agrigentini e del rispetto delle regole e dell’ambiente.

Infine, va ricordato – perché anche su questo le chiare parole di Zambuto sono state fraintese – che il Sindaco non ha detto che il mare di S. Leone è sporco tout court: ha spiegato, invece, che solo in alcuni tratti e alcuni momenti si nota qualche sporcizia in mare.

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