LA DIASPORA SICILIANA NON PUÒ ESSERE DIMENTICATA
USEF: “La Regione riapra il confronto sulla riforma della legislazione sull’emigrazione”
L’USEF – Unione Siciliana Emigrati e Famiglie sollecita il Governo regionale e l’Assemblea Regionale Siciliana a fare chiarezza sul percorso di riforma della legislazione regionale sull’emigrazione e a riportare la questione dei Siciliani nel mondo al centro dell’agenda politica regionale.
“C’è una parola che sembra essere progressivamente scomparsa dal dibattito politico e istituzionale siciliano: emigrazione. E con essa rischia di scomparire anche la consapevolezza di una realtà che appartiene pienamente alla storia e al presente della nostra Isola: la Diaspora siciliana”.
Mentre si discute, giustamente, di spopolamento, di aree interne, di giovani che partono e di restanza, troppo poco si parla di chi la Sicilia l’ha già lasciata, di chi vive all’estero da anni e delle nuove generazioni nate lontano, ma che continuano a mantenere un legame con la terra d’origine. Non si tratta di un tema marginale né di una questione soltanto commemorativa: è una questione politica, culturale, sociale ed economica.
La Diaspora non è soltanto una comunità da ricordare o un bacino di potenziali rientri e visitatori: è una rete di persone, competenze, relazioni, associazioni e opportunità che può contribuire al futuro dell’Isola, nel rispetto della libertà di ciascuno di partire, restare o tornare.
UNA LEGISLAZIONE DA AGGIORNARE
La Sicilia dispone della legge regionale 4 giugno 1980, n. 55, nata in un contesto migratorio profondamente diverso da quello attuale. Da tempo è evidente la necessità di aggiornarla e di dotare la Regione di strumenti moderni di rappresentanza, partecipazione e collaborazione con le comunità siciliane nel mondo.
Negli ultimi anni sono state presentate all’Assemblea Regionale Siciliana diverse iniziative legislative. Tra queste figurano i disegni di legge nn. 42, 154, 156 e 347, ai quali si è aggiunto il DDL n. 723 dell’8 aprile 2024, recante “Nuovi provvedimenti per i Siciliani all’estero”. Il 26 marzo 2025 la V Commissione legislativa permanente ha proceduto all’abbinamento del DDL n. 723 con gli altri disegni di legge, riconducendo le diverse proposte a un esame congiunto.
“Quel percorso avrebbe dovuto consentire di affrontare in modo organico l’aggiornamento della normativa regionale e di dare una risposta alle esigenze delle comunità siciliane nel mondo. Oggi – sottolinea l’USEF – è necessario sapere quale sia lo stato effettivo di quel percorso e quale seguito si intenda dare alle proposte presentate”.
IL NODO DEL REGISTRO DELLE ASSOCIAZIONI
Il DDL n. 723 contemplava, tra l’altro, una nuova disciplina della Consulta, il Registro delle associazioni dei Siciliani all’estero, un Piano triennale, una Conferenza regionale e strumenti digitali di collegamento, oltre a una più ampia valorizzazione delle relazioni culturali, formative, economiche e sociali con la Diaspora.
Proprio sul testo proposto, tuttavia, USEF ha espresso una forte contrarietà rispetto alla previsione di ricomprendere tra i destinatari della legge anche le “associazioni all’estero e le federazioni, che siano composte esclusivamente o prevalentemente da siciliani”, previsione collegata alla loro iscrizione nel nuovo Registro delle Associazioni dei Siciliani all’estero.
“La nostra preoccupazione – chiarisce l’USEF – riguarda la necessità di mantenere un rapporto chiaro, verificabile e strutturato tra la Regione e il sistema dell’associazionismo siciliano operante e riconosciuto in Sicilia, evitando che si determini una platea indefinita di organismi costituiti all’estero cui riconoscere direttamente strumenti e benefici regionali. Ciò non significa, naturalmente, mettere in discussione il ruolo delle comunità e dell’associazionismo siciliano nel mondo, ma definire con chiarezza criteri, responsabilità e modalità del rapporto con la Regione”.
NON BASTA RICOSTITUIRE LA CONSULTA
Alla luce di questi passaggi, l’USEF chiede al Governo regionale e all’Assemblea Regionale Siciliana che venga reso pubblico lo stato effettivo del percorso legislativo e che si apra un confronto con le organizzazioni dei Siciliani nel mondo, per completare una riforma organica e dotarla di strumenti, risorse e obiettivi verificabili.
“Non chiediamo soltanto di ricostituire una Consulta. Chiediamo che la Regione Siciliana torni ad avere una politica per i Siciliani nel mondo e riconosca la propria Diaspora come parte viva della comunità siciliana”.
| On. Fabio PORTA Presidente USEF | Massimo RASO Segretario Generale USEF |