«È l’ennesima volta che Catania si ferma e, con Catania, si ferma la Sicilia.
Non è più un’emergenza: è una fragilità strutturale che il Governo non può continuare a ignorare nè si possono continuare a proporre palliativi.
Il potenziamento di Comiso e Trapani può essere utile, ma non risolve il problema.
Sono pannicelli caldi.
La Sicilia ha bisogno di una rete aeroportuale più solida e l’aeroporto di Agrigento, della Sicilia Centro Meridionale, è ormai una scelta strategica.
Il progetto è stato citato nel Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035 ed è previsto dall’articolo 8 del Decreto Sud. Ora basta rinvii: il Governo deve dire chiaramente se intende realizzarlo oppure no.
L’area agrigentina serve un bacino che comprende anche parti importanti di Caltanissetta ed Enna.
Negare ancora una risposta significa condannare milioni di cittadini a una mobilità fragile e penalizzare turismo, imprese ed economia.
Meloni e Salvini escano dall’ambiguità. Non servono altre promesse né nuove soluzioni tampone. Servono tempi, autorizzazioni e un percorso certo.
Già questa settimana chiederò al Ministero delle Infrastrutture di assumersi le proprie responsabilità.
La Sicilia non può restare ostaggio di un aeroporto.
E tutta la zona centro meridionale della Sicilia non puo’ rimanere isola nell’isola.
Aeroporto di Agrigento: sì o no. Il tempo dei rinvii è finito».