
(di Paolo Cilona)—Settant’anni di voci, dibattiti, articoli, comunicati, interventi, progetti di fattibilita’ in diverse aree della fascia centro meridionale della provincia (Licata-Piano Romano, Licata, Favara Misilina- Racalmuto Noce, su un aeroporto che esiste solo sulla carta. Prendendo in prèstito il nostro Luigi Pirandello possiamo affermare:”Aeroporto di Agrigento, uno, nessuno, centomila”. Fiumi di parole che in 70 anni sono state spese sull’argomento. E dall’alternarsi di speranze e disillusioni, inziative e resistenze, emerge un quadro dai toni contrastanti e a volte contraddittorio. Un quadro segnato da una parte dalla volonta’ di progresso e dall’altra dâ una volonta’ politica ambigua o comunque non sempre sufficiente mente ferma, decisa e coerente. La vicenda dell’aeroporto agrigentino sembra ripercorrere la tela di Penelope o la strada del teatro dove tutti recitano a soggetto. Prima c’erano deputati, senatori, ministri agrigentini della prima repubblica che sconsolati dopo avere fatto approvare l’articolo 4 della legge 24 febbraio 1971 n.111″Costruzione dei nuovi aeroporti di Firenze, Napoli e della Sicilia Sud-Occidentale, non diedero impulso alla realizzazione della struttura aeroportuale in Licata-Piano Romano. Oggi abbiamo deputati, senatori e ministri forestieri, del tutto allergici allo sviluppo del nostro territorio. Ora che e’ riesploso il binomio Etna-Fontanarossa si torna a parlare della necessita’ di un nuovo aeroporto lontano dal vulcano. Da qui la presa di posizione del sindaco di Enna Crisafulli per un aeroporto lungo la Valle del Dittaino. E tutti conosciamo la caparbieta’ del personaggio politico che fu capace sotto la presidenza del nostro Angelo Capodicasa di ottenere la cospicua somma di dieci miliardi di lire per avviare la costruzione dell’ Universita’ Kore. A questo punto cosa fara’ la deputazione agrigentina, il presidente della provincia Pendolino e il Comitato di Angelo Principato? Bisogna avere una comune strategia e un comune denominatore, perche’ Crisafulli e’ dietro l’angolo con l’Universita’ e la comunita’ ennese.