
(di Paolo Cilona)—I palazzinari di Agrigento e i poteri collegati all’edilizia organizzarono una protesta cittadina contro la visita in citta’ del ministro Giacomo Mancini per i provvedimenti adottati in difesa della Valle dei Templi. ( In seguito le forze dell’ordine sorvegliarono i templi minacciati dal terrorismo edilizio). Ci furono saracineschê abbassate e manifesti di lutto posti in bella vista contro l’esponente politico socialista venuto ad Agrigento per un pubblico comizio da tenere in piazza Cavour. L’uomo che aveva salvato il piu’ grande patrimonio archeologico dai fiumi di cemento in corsa dal centro urbano verso la Valle dei templi,(e dal Villaggio Peruzzo verso i Templi), veniva accolto come un nemico di Agrigento. I tentativi di fare fallire il comizio si bloccarono grazie ad una piazza gremita di cittadini e di centinaia e centinaia di giovani socialisti. Con impegno e lungimiranza finanzio’ la costruzione del viadotto Morandi, una arteria importante che collega in pochi minuti la citta’ con Porto Empedocle e la realizzazione in meno di due anni dell’Intero quartiere di Villaseta. La colpa di Mancini fu quella di avere affidato al direttore generale dell’Urbanistica, Michele Martuscelli, il compito di condurre un’inchiesta sulle cause che determinarono l’evento franoso. La relazione fu un vero atto d’accusa contro una intera classe dirigente locale. Bisognerebbe proporre all’amministrazione comunale l’ intitolazione di una strada o di una piazza al ministro Giacomo Mancini unitamente a Gui e a Nicolosi per avere tracciato i confini che riguardano la Valle dei Templi.