
Il silenzio del corridoio pesa come una cappa di piombo dopo le urla del Questore. Ma per l’Ispettore Di Falco non c’è spazio per lo sconforto: se bisogna andare all’inferno, tanto vale farlo organizzati. Inizia così il Capitolo 3 del podcast di Fabio Fabiano (Episodio 46909), un viaggio dietro le quinte di una macchina statale che si prepara a sbarcare sulla frontiera più calda del Mediterraneo: Lampedusa.
Logistica di sopravvivenza
Il piano scatta immediato. Ombra viene spedito all’ufficio automezzi con un ordine chiaro: pretendere un fuoristrada vero, niente carrette, e blindare tre cuccette sul traghetto. C’è anche il tempo per un consiglio vitale da un vecchio collega dell’isola: farsi indicare dove si mangia bene, perché una tempesta si affronta meglio a stomaco pieno.
Nel frattempo, Di Falco e il giovane Romano si muovono verso l’ufficio immigrazione. Non cercano pistole, ma qualcosa di più prezioso in quella trincea: regole d’ingaggio per rimanere inattaccabili nel vuoto normativo che li aspetta.
Il gioco di specchi delle leggi
L’incontro con l’esperto dell’ufficio immigrazione – un uomo che passa le giornate a guardare pesci tropicali in un acquario, unico scampolo di ordine in quel caos – sbatte in faccia a Di Falco la cruda realtà della frontiera:
• Identità fantasma: Chi sbarca arriva nudo di tutto, spesso senza un nome o una nazionalità certa. Senza patti con i paesi d’origine, i respingimenti sono solo pezzi di carta inutili.
• La finzione dei cinque giorni: Se il sistema fallisce l’identificazione entro un mese, lo Stato intima a disperati che hanno attraversato mare e deserto di lasciare l’Italia “con i propri mezzi”. Una farsa scritta sulla sabbia.
L’unica arma: Il prezzo del tradimento
In questo labirinto politico c’è però un asso nella manica, un bisturi psicologico che l’esperto consegna a Di Falco: il permesso di soggiorno “premio”. È lo stesso schema usato con i pentiti di mafia, applicato al mare. L’unico modo per incastrare gli scafisti è convincere i sopravvissuti a parlare, offrendo una nuova vita in cambio dei nomi dei trafficanti.
Prima di salpare, Di Falco stringe un patto di sangue con il suo contatto in Questura: «Se ti chiedo la moneta per pagare chi collabora, tu devi farmela avere. Giorno e notte». La linea con la terraferma è tracciata. Lampedusa li aspetta.