Palermo, 28 settembre 2026. «Il ritiro del Piano paesaggistico della provincia di Palermo rappresenta l’ennesimo episodio che conferma, a nostro giudizio, la totale inadeguatezza dell’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato, esponente di Fratelli d’Italia. Dopo anni alla guida dell’assessorato, non è riuscito a portare a termine uno dei provvedimenti più importanti di sua competenza. Il risultato è un piano contestato persino dai sindaci e dagli esponenti del suo stesso centrodestra, fino al punto da rendere necessario l’intervento del presidente della Regione».
Lo dichiara Luigi Sunseri, deputato regionale del Movimento 5 Stelle, commentando il ritiro della proposta del Piano paesaggistico della Città metropolitana di Palermo.
«Il dato politico – continua Sunseri – è evidente: è dovuto intervenire personalmente il presidente della Regione Renato Schifani, sostanzialmente imponendo il ritiro del provvedimento al suo stesso assessore. Una bocciatura politica che, a nostro avviso, certifica il fallimento della gestione Scarpinato. Dopo tutto il tempo avuto a disposizione, presentare un piano che non ha ottenuto neppure il consenso delle amministrazioni e delle forze politiche della propria maggioranza rappresenta una responsabilità politica enorme. Per l’ennesima volta, Scarpinato dimostra di non essere all’altezza del ruolo che ricopre».
Sulla vicenda interviene anche Antonino Randazzo, consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle.
«Il Piano paesaggistico – dice – è uno strumento fondamentale per Palermo e per l’intero territorio provinciale. È inaccettabile che si sia arrivati a questo punto senza costruire preventivamente un confronto adeguato con i Comuni e le amministrazioni locali. Le contestazioni arrivate persino dai sindaci di centrodestra dimostrano quanto fosse necessario affrontare per tempo le criticità del provvedimento. La tutela del paesaggio deve essere garantita attraverso una pianificazione seria, rigorosa e condivisa, non attraverso un percorso che si conclude con un clamoroso passo indietro».
«Fratelli d’Italia e il presidente Schifani – concludono Sunseri e Randazzo – devono assumersi la responsabilità politica di quanto accaduto. Non basta ritirare un provvedimento e annunciare nuovi tavoli di confronto. Occorre spiegare come sia stato possibile arrivare a questo risultato dopo anni di assessorato e quali garanzie esistano affinché gli stessi errori non vengano ripetuti. La Sicilia e il suo patrimonio paesaggistico meritano ben altra gestione».