Palermo, 21 luglio 2026 – “Nessuna riforma, sanità al collasso e infrastrutture in crisi: la Sicilia funziona solo nella relazione di Schifani, in realtà è un disastro”.
È questo, in sintesi, il commento del capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, Antonio De Luca, alla relazione presentata oggi dal presidente della Regione all’Assemblea regionale siciliana.
“Quella ascoltata oggi in Aula – ha detto De Luca – non è stata la relazione sullo stato di attuazione del programma di governo, ma il racconto di una Sicilia che esiste soltanto nella narrazione del presidente Schifani. La realtà che vivono ogni giorno i siciliani è ben diversa, con un governo incapace di dare risposte concrete”.
“Se davvero il quadro descritto dal presidente corrispondesse alla realtà – ha aggiunto De Luca – il centrodestra dovrebbe ricandidarlo senza esitazioni per un secondo mandato. Saranno poi i siciliani a decidere se questa è davvero l’isola che vivono ogni giorno e si regoleranno di conseguenza”.
“In quasi quattro anni – ha affermato il capogruppo M5S – il governo non ha saputo varare una sola riforma strutturale. Non per mancanza di tempo, ma per colpa di una maggioranza tenuta insieme dalla somma dei voti e non da una visione condivisa della Sicilia. Lo dimostra anche il rinvio delle variazioni di bilancio, deciso perché il governo temeva di non reggere il confronto in Aula”.
Nel mirino del Movimento 5 Stelle anche la gestione dell’assessorato al Turismo. “Continuiamo – ha sottolineato De Luca – a chiedere la discussione della nostra mozione di censura nei confronti dell’assessora Amata, perché oltre agli aspetti giudiziari esiste una questione di opportunità politica ed etica. Un politico, oltre a essere onesto, dovrebbe apparire tale. Ma il governo e la maggioranza oggi non appaiono inattaccabili né sul piano etico né su quello morale”.
Sul fronte della sanità, De Luca respinge categoricamente la lettura del presidente Schifani.
“Un esempio su tutti – ha affermato De Luca – sono i Livelli essenziali di assistenza (LEA), per i quali la Sicilia è tra le ultime regioni italiane, per non parlare delle liste d’attesa, che rimangono vive e vegete mentre i direttori generali delle Asp continuano a rimanere al proprio posto, nonostante il presidente della Regione si fosse impegnato a mandarli a casa qualora non avessero fatto registrare progressi consistenti su questo terreno. Vergognosi, inoltre, i ritardi nell’attuazione della legge sugli screening neonatali per la SMA, con gravi conseguenze per i bambini che avrebbero dovuto beneficiare tempestivamente del test”.