POSSIBILE SOSPENDERE RATE E AFFITTI, MA SU TASSE E TRIBUTI REGNA ANCORA L’INCERTEZZA
Gli eventi calamitosi che hanno colpito la Sicilia, e in particolare il territorio di Niscemi, riportano al centro dell’attenzione un aspetto fondamentale per le tasche delle famiglie colpite dal maltempo: cosa succede alle obbligazioni economiche dei cittadini quando beni e servizi diventano inutilizzabili per cause straordinarie.
In queste situazioni, la tutela del consumatore non può essere lasciata all’improvvisazione. È necessario distinguere con precisione tra diritti già riconosciuti dall’ordinamento, misure emergenziali effettivamente operative e annunci politici che, allo stato attuale, non si sono ancora tradotti in provvedimenti concreti. Lo afferma Consumerismo No Profit, che attraverso lo sportello +Tutela e la propria rete territoriale scende in campo a tutela dei cittadini siciliani coinvolti nell’emergenza maltempo.
“Dal punto di vista giuridico, l’inutilizzabilità di un bene o di un servizio a seguito di un evento calamitoso rientra nella fattispecie dell’impossibilità sopravvenuta della prestazione, prevista dal Codice Civile – spiega Giovanni Riccobono, Direttore Generale di Consumerismo No Profit e delegato regionale – Quando la prestazione non può più essere eseguita per causa non imputabile al debitore, l’obbligazione può essere sospesa o risolta, perché viene meno la controprestazione che giustifica il pagamento. A questo impianto generale si affianca il quadro emergenziale: il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo stato di emergenza per Sicilia, Calabria e Sardegna, che disciplina tra l’altro la sospensione dei mutui per gli immobili danneggiati o sgomberati”.
Abitazioni e immobili: quando le obbligazioni si fermano
In presenza di inagibilità certificata, le tutele attivabili sono già oggi diverse e concrete. Il canone di locazione deve essere sospeso, poiché viene meno il godimento dell’immobile. Per i mutui ipotecari relativi ad abitazioni principali o ad attività economiche situate in edifici sgomberati o danneggiati, l’ordinanza consente di chiedere la sospensione delle rate, scegliendo se sospendere l’intera rata o la sola quota capitale. La misura resta valida fino al ripristino dell’agibilità e comunque non oltre la cessazione dello stato di emergenza. Anche le utenze domestiche rientrano nel perimetro della forza maggiore: per luce e gas è possibile richiedere la sospensione delle componenti fisse e, nei casi più gravi, la chiusura dei punti di fornitura – spiega Consumerismo No profit – Il servizio idrico e la TARI non sono dovuti per immobili inagibili, poiché il bene non è utilizzabile e non produce rifiuti. Per quanto riguarda le telecomunicazioni, se le infrastrutture risultano distrutte o inutilizzabili, il contratto può essere risolto senza penali. Le polizze assicurative devono invece essere attivate per la gestione dei sinistri e delle perizie, laddove previste.
Veicoli danneggiati e obbligazioni collegate
Quando l’evento calamitoso colpisce anche i veicoli, la tutela riguarda sia il profilo fiscale sia quello contrattuale. In caso di distruzione o perdita di possesso certificata, è possibile richiedere l’esenzione dal bollo auto. Le polizze Rc auto possono essere risolte con diritto al rimborso del premio non goduto. Per finanziamenti e leasing legati ai veicoli, è possibile chiedere la sospensione delle rate in attesa della liquidazione assicurativa. Tuttavia, Consumerismo evidenzia un limite rilevante: non esiste ancora una norma emergenziale che estenda automaticamente queste sospensioni ai veicoli, poiché l’ordinanza vigente è ancorata agli immobili danneggiati o sgomberati.
Contributi per affitti e famiglie sfollate
L’ordinanza nazionale prevede un contributo per l’autonoma sistemazione destinato ai nuclei familiari la cui abitazione principale è stata distrutta, danneggiata o sgomberata. Gli importi variano in base al numero dei componenti e possono arrivare fino a 900 euro mensili, nei limiti temporali dello stato di emergenza. A livello regionale e comunale, per Niscemi sono state attivate misure integrative a sostegno delle famiglie sfollate, in coordinamento con la Protezione Civile.
Tributi e altri pagamenti: tra annunci e realtà
Più complesso il quadro relativo a tributi, tasse e altre obbligazioni. “È qui che si crea maggiore confusione – osserva Riccobono – Molti cittadini pensano che tutto sia automaticamente sospeso, ma non è così. Per questo serve un lavoro serio di orientamento, per evitare pagamenti indebiti ma anche iniziative sbagliate che potrebbero ritorcersi contro chi è già in difficoltà”. Proprio per questo Consumerismo No Profit ha attivato un protocollo di tutela che parte dalla certificazione ufficiale del danno, prosegue con la notifica formale ai fornitori e agli istituti di credito e include la gestione cautelativa dei flussi finanziari, come la revoca degli addebiti automatici per servizi non più erogati.