ROMA, 27 gen. – “Le devastazioni dell’uragano “Harry” in Sicilia, Calabria e Sardegna hanno ancora riproposto il problema mastodontico della fragilità del nostro territorio, delle ferite indelebili procurate dalla speculazione edilizia, della necessità di una grande opera di messa in sicurezza delle nostre aree più a rischio. Mentre le incredibili immagini di Niscemi fanno il giro del mondo, è perciò osceno assistere in Parlamento al forcing del Centrodestra per riaprire i termini del condono edilizio del 2003. Significa non aver compreso nulla dell’importanza che riveste la cura del territorio in Italia. Meloni fermi quest’amenità e si metta una mano sulla coscienza. Per le popolazioni colpite da Harry servono risorse immediate, ben più cospicue dei 100 milioni appena stanziati: si chiuda la pantomima del ponte sullo Stretto, e si prenda il miliardo necessario per il primo intervento da lì. In seconda battuta, la si smetta di giocare con il fuoco: invece di negare i cambiamenti climatici e sperperare miliardi in opere faraoniche quanto inutili, si metta in campo lo sforzo massimo per un maxi-piano di tutela e messa in sicurezza delle nostre aree a rischio. Da affiancare a un piano di adattamento climatico serio, da noi più volte proposto e mai preso in considerazione. Il tutto senza sanatorie e scorciatoie normative, nel rispetto della natura e delle peculiarità geofisiche e climatiche del paese. Ne guadagneremmo tutti”. Così in una nota la vicecapogruppo M5s alla Camera Ilaria Fontana.