PALERMO, 12/07/2025.“Liste d’attesa, si torna al punto di partenza. La giunta Schifani sembra giocare al gioco dell’oca con la salute dei cittadini, ma, purtroppo, di ludico e divertente in questa vicenda non c’è proprio nulla e i siciliani continuano a pagare l’inefficienza e l’incapacità di un governo che dell’abolizione delle attese per visite ed esami aveva fatto una priorità”.
Lo afferma il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca, commentando il piano del governo Schifani che mira ad azzerare le liste d’attesa in sei mesi grazie a straordinari fatti dai medici.
“Praticamente si ricomincia daccapo. Per l’ennesima volta. Ma sbaglio, o un anno fa Schifani aveva annunciato in pompa magna che avrebbe mandato a casa i manager se entro un anno non avessero azzerato le liste d’attesa? Lo aveva fatto mettere perfino nei loro contratti. Ebbene, ora cosa fa? L’ennesima marcia indietro: cambia completamente direzione, tiene in sella i direttori generali per non dispiacere i partiti che li hanno piazzati ai vertici di Asp ed ospedali e annuncia una nuova strategia, mentre i cittadini continuano ad aspettare mesi e mesi per una visita ed un esame. E, purtroppo, quello della minaccia del licenziamento dei manager non è l’unica fake news in questa drammatica vicenda che sta spingendo sempre più siciliani a rinunciare a curarsi. Ricordiamo, ad esempio, un roboante annuncio in conferenza stampa a gennaio dell’anno scorso col quale il presidente comunicava alla stampa che in Sicilia le liste d’attesa erano state praticamente azzerate”.
“Anche su questa nuova direzione – conclude De Luca – li aspetteremo al varco. Intanto vedremo di spingere su quella che a nostro avviso potrebbe essere la vera svolta in questo settore: l’applicazione di una legge nazionale di quasi 30 anni fa, sconosciuta praticamente a tutti e totalmente disattesa, che permetterebbe al cittadino, quando il servizio pubblico non è in grado di garantire la tempistica indicata nella prescrizione, di fare gratuitamente visite ed esami nel pubblico, in regime intramurario, o nel privato, pagando solo il ticket, e nemmeno quello, se è esente. Tutto sarebbe a carico della Regione, che dovrebbe rimborsare ai cittadini le somme eventualmente anticipate. Per fare applicare questa legge del 1998, abbiamo depositato una mozione che cercheremo di portare in aula al più presto”.