22 Aprile 2024
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1 thought on “Confindustria e Windjet

  1. La vicenda Wind Jet dimostra la massima che recita “spesso il diavolo si nasconde nei dettagli”. In questo specifico caso il dettaglio è il tempo. La crisi del vettore siciliano scoppia in piena estate: esattamente sabato 11 agosto 2012 la società comunica che il giorno successivo non sarebbe stata più operativa (Fonte ENAC comunicato stampa del 04/10/2012); nel medesimo comunicato si legge testualmente che “la situazione economico-finanziaria Wind Jet è stata costantemente MONITORATA DALL’ENAC FIN DAL 2011 …”.
    Prima considerazione: considerata l’importanza della filiera turistica per l’economia siciliana, non c’era modo per intervenire in tempo? Quanti danni subirà il settore a causa delle immagini di turisti abbandonati al loro destino?
    Seconda considerazione: non esiste un protocollo di collaborazione e scambio informazioni tra Organi della Regione Sicilia e Responsabili ENAC? Il paventato e vituperato intervento da parte dell’IRFIS poteva essere pensato in tempi diversi, in modo tale da sottrarlo alle “grinfie” della campagna elettorale in corso?
    Terza considerazione: il vettore WIND JET era il 7° tra i primi 50 vettori operanti in Italia per numero totale passeggeri trasportati – con un totale di 2.655.022 – nonché il 5° tra i primi 10 vettori considerato il solo traffico nazionale – con un totale di 2.308.860 – (Fonte ENAC Dati Traffico 2011); quindi, non proprio un operatore marginale!
    Io non sono in possesso di informazioni riservate che mi permettono di valutare la competenza del management aziendale della Wind Jet (e per questo motivo sospendo ogni personale giudizio in merito), ma posso permettermi di avanzare tre ipotesi di lavoro per coloro i quali saranno chiamati a guidare prossimamente la Sicilia:
    Prima ipotesi: salvare il reddito e l’occupazione di tutti i lavoratori coinvolti nella crisi aziendale, ennesime vittime involontarie.
    Seconda ipotesi: tenuto conto dell’importanza strategica dei collegamenti aerei dà e verso la Sicilia, garantire per il prossimo futuro che lo spazio aereo siciliano sia aperto al numero più ampio di vettori, favorendo così anche la concorrenza “reale “ a vantaggio dei consumatori.
    Terza ipotesi: evitare di ricorrere all’usanza siciliana (per la verità non solo siciliana) di porre una pezza all’ultimo minuto ai nostri problemi.

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