Aragona. Ci vorrebbe un Santo protettore anche per i quartieri in degrado

Aragona –

Anche quest’anno Aragona festeggia “Sant’Antonio Abate”, il Santo protettore degli animali domestici, dei macellai, dei contadini e degli allevatori. Festeggiamenti che, grazie all’impegno e all’abnegazione dell’associazione “Antiche Tradizioni”, ripropongono uno spaccato verosimile di quella che doveva essere la quotidianità rurale in Aragona agli inizi del 1900.

Per il sesto anno consecutivo è stata l’associazione “Antiche Tradizioni” ad organizzare l’evento con la preziosa collaborazione dell’Assessorato Agricoltura e Foreste. Il comune di Aragona ha patrocinato l’evento fornendo agli organizzatori griglie, transenne, forni e tavoli.

Tutto inizierà sabato 22 gennaio alle ore 19,30 con l’accensione del fuoco da parte dei cavalieri e, successiva, benedizione dell’arciprete. Verrà quindi aperto al pubblico il percorso che, al costo di 3 €, condurrà i visitatori tra gli stand dove potranno degustare i prodotti tipici della tradizione quali: salsiccia, olive, ceci, uova, “pani cunzatu”, frutta secca, ricotta, dolci siciliani e buon vino.

I festeggiamenti continueranno domenica 23 raggiungendo il loro culmine nella tarda mattinata con la cavalcata dei cavalieri per le vie del paese. Cavalcata che si concluderà con una travolgente corsa finale nel tratto che va “da Grazia a Matrici”. Infine, gli animali, proprio davanti al sagrato della Chiesa Madre, riceveranno la benedizione.

Una manifestazione questa di Sant’Antonio Abate che, sin dalla sua prima edizione, ha riscosso un crescendo di consensi poiché, parallelamente alle celebrazioni religiose in onore del Santo, coniuga aspetti storici, antropologici e enogastronomici legati al passato locale.
Una fiumana umana si è sempre riversata, nei giorni della festività, per le viuzze dell’antico quartiere aragonese denominato “Furca Vò”, location scelta dall’associazione organizzatrice. Purtroppo, i crolli che hanno funestato questo antico quanto suggestivo quartiere, situato proprio alle spalle della Chiesa Madre, hanno imposto da un lato il divieto al transito pedonale quindi lo spostamento della location della manifestazione.

Gli stand sono stati allestiti, infatti, lungo l’asse viario Baldassare Naselli. Gli organizzatori assicurano che faranno del loro meglio per garantire gli stessi standard qualitativi delle passate edizioni, ma si dicono dispiaciuti poiché quest’anno non potranno essere garantite ai partecipanti le suggestive atmosfere e i caratteristici scorci che solo a “Furca’Vò” poteva offrire con i suoi cortili, gli spiazzi, le strette viuzze e le case in gesso e pietra.

Grande è il disappunto dei residenti e di molti aragonesi che considerano una grave mancanza, da parte delle istituzioni preposte, aver lasciare questo antico quartiere della “Furca Vò” nel degrado del disinteresse quindi, al suo destino. Quartiere rivitalizzato negli ultimi anni, esclusivamente in occasione dei festeggiamenti a Sant’Antonio Abate, dall’associazione “Antiche Tradizioni” per poi ricadere nella negligenza delle istituzioni, preposte alla tutela, nei restanti mesi dell’anno. La “Furca’Vo’” era diventata una vero e proprio quartiere didattico capace di suscitare negli adulti il ricordo della loro infanzia mentre, avvicinava i giovani a un passato di vita contadina che fu la quotidianità dei loro nonni.

Purtroppo i crolli dimostrano che nessuno ha saputo o voluto far nulla per salvare questo antico e suggestivo quartiere dalla forza devastatrice dell’uomo e del tempo.

GGian J. Morici

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