Incontro del Forum per l’acqua pubblica

Si è svolto nei giorni scorsi ad Agrigento un incontro del forum delle associazioni contro la privatizzazione dell’acqua e per il referendum per la sua ripubblicizzazione. All’ordine del giorno le seguenti tematiche

  1. campagna referendaria nazionale
  2. legge regionale di iniziativa popolare;
  3. aspetti organizzativi

Introducendo i lavori, Lombardo mette in evidenza l’importanza dell’imminente campagna referendaria che ha alla base i tre quesiti promossi dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e come sia indispensabile attivare il massimo della mobilitazione per respingere il prevedibile attacco delle multinazionali e delle forze politiche governative che hanno fatto dell’acqua un terreno di speculazione e di intervento ideologico contro la legittima aspirazione delle popolazioni ad usufruire, senza essere sottoposte alla logica di mercato, del prezioso bene comune.

Nel contempo egli mette in risalto l’importanza della manifestazione regionale del 14 gennaio prossimo, propugnata dal forum siciliano per l’acqua nella sua riunione del 30 ottobre u.s e promossa dallo stesso forum regionale, dal coordinamento enti locali della Sicilia, dalla CGIL regionale e dal comitato per la legge regionale sull’acqua pubblica di iniziativa popolare.

Questa seconda iniziativa mira in particolare a fare pressione sull’assemblea regionale siciliana affinché in sede legislativa venga esitata una soluzione che affidi all’esclusiva competenza pubblica l’approvvigionamento e la gestione dell’acqua in Sicilia.

A conclusione del suo intervento Lombardo comunica che nella giornata precedente era stato costituito a Raffadali il comitato civico acqua-beni comuni, che aderisce al nostro forum e vede due donne ai due incarichi principali; riferisce che il delegato di detto comitato presso il forum provinciale è Caterina Burgio. In proposito egli sollecita i presenti ad attivarsi per la costituzione di comitati simili, non solo per affrontare in piena autonomia le problematiche relative all’acqua e ai beni comuni secondo le peculiarità locali ma per creare punti di riferimento distribuiti nel territori indispensabili per sostenere la campagna referendaria.

Infine egli propone l’elezione di Salvo La Spisa, assente per sopravvenuti e imprevisti motivi familiari, a referente provinciale per la campagna referendaria e la sua nomina ad addetto stampa.Egli mette a disposizione del forum il suo incarico di portavoce se si ritiene che altri possano dare contributi più significativi alla battaglia per l’acqua pubblica e i beni comuni..

Per quanto concerne la campagna nazionale di autofinanziamento del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua Lombardo riferisce che sono disponibili le agende, delle quali egli ne ha prelevate 10, di cui 5 vendute al prezzo di €10.

Si sviluppa un ricco e stimolante dibattito durante il quale emerge quanto segue.

Si accettano le proposte su La Spisa e viene rinnovato l’incarico di portavoce a Lombardo. Diversi interventi sottolineano come sia indispensabile che il forum attenzioni il più vasto campo dei beni comuni, con particolare riguardo al tema dei rifiuti, oltre che la questione acqua. Emerge la necessità che il forum stabilisca una piano di iniziative programmate e che, in particolare, venga realizzata un’iniziativa di carattere provinciale a Licata, la cui popolazione sta affrontando difficoltà gravi per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico.

Infine viene sottolineato da molti interventi come sia utile dare al forum visibilità e riconoscimento attraverso un comunicazione più assidua ed incisiva.

Nella sua breve conclusione Lombardo ricorda come l’attenzione del forum sia stata riservata esclusivamente all’acqua sia per le due campagne di raccolta firme sia perché in fase di costituzione del forum c’erano state pressioni perché esso si occupasse solamente di acqua, anzi alla raccolta firme per i tre quesiti referendari. Oggi le mutate condizioni di rappresentatività del forum consentono di dispiegare un’azione di intervento a più largo raggio, fermo restando che resta prioritario l’impegno per l’acqua, che resta il bene comune principe.

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