Tutti adesso scoprono Monserrato

Tiene banco l’inquinamento atmosferico di Monserrato e così come avvenuto per il rigassificatore, una questione di carattere ambientale e che riguarda la salute dei cittadini, diventa motivo di inutili passerelle alla ricerca di un briciolo di visibilità.
Come per il rigassificatore, per il quale ben poche osservazioni furono prodotte prima del rilascio della VIA e, come risulta dal sito del ministero, nessuna di queste da parte dei più noti ambientalisti doc della città, anche per l’inquinamento atmosferico di Monserrato, presso gli uffici competenti molti atti portano ben altre firme che non quelle di chi si proclama difensore dell’ambiente.
La vicenda dell’inquinamento atmosferico dei quartieri di Monserrato e Villaseta, denunciata all’opinione pubblica e all’Autorità Giudiziaria già nel settembre 2008 e successivamente oggetto di ulteriore denuncia da parte del Comune di Agrigento e dell’azione di protesta del funzionario del Comune di Agrigento Arch. Domenico Lo Presti – il quale con i suoi due figli non esitò a manifestare dinanzi la Prefettura, affinchè non si lasciasse avvelenare la popolazione con il complice silenzio del mondo politico e delle istituzioni -, diventa oggi di grande attualità e spinge tanti ad intervenire – e questo potrebbe essere un aspetto positivo – chiedendo l’intervento di quanti preposti.
Purtroppo, va anche evidenziato come la vicenda venga strumentalizzata a fini politico-propagandistici.
Mentre i dati del monitoraggio della qualità dell’aria continuano ad essere allarmanti, c’è chi approfitta delle circostanze per ritagliarsi spazi di visibilità e accusare di inerzia altri soggetti politici che non avrebbero fatto nulla.
È il caso di ricordare ad un noto consigliere-ambientalista che egli stesso partecipando ad una conferenza stampa nella primavera del 2009, garantì il pronto intervento dell’associazione rappresentata e del Consiglio comunale?
È il caso di ricordare l’assenza degli ambientalisti agrigentini alle riunioni tenute all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, dove si pianificava la bonifica e il monitoraggio delle aree a rischio?
È ancora il caso di ricordare come a difendere il territorio era presente soltanto un funzionario del Comune di Agrigento?
Forse è meglio stendere sulla vicenda un velo pietoso…
Così, mentre a Monserrato e Villaseta si è continuato ad inquinare in barba alle denuncie, alle lagnanze dei cittadini e grazie soprattutto all’inerzia del mondo politico e delle istituzioni preposte ai controlli, le centraline di monitoraggio dell’aria continuavano a rilevare giorno dopo giorno pericolosi sforamenti del PM10.
Un capitolo a parte meriterebbe la qualità del monitoraggio, l’osservanza delle direttive comunitarie alle quali si rifà la normativa vigente, l’abbattimento della soglia massima di sostanze inquinanti previsto dalle nuove leggi, il monitoraggio del PM2,5 e tutte quelle altre prescrizioni di legge che non vengono osservate.
Nel frattempo, tra una passerella e l’altra, la salute degli abitanti è messa a rischio e chi avrebbe da vigilare – considerato il lungo tempo trascorso dalle prime denuncie – evidentemente non vigila…
Gian J. Morici
(Nell’immagine fumi emessi da un impianto prossimo al centro abitato. Foto di Massimo Macaluso)

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