Grandangolo: i servizi segreti dietro la cattura di Falsone

Grandangolo – il giornale di Agrigento diretto da Franco Castaldo – pubblica nel numero 39 in edicola domani, svela che servizi segreti e lauti compensi starebbero dietro la cattura del boss di Campobello di Licata, Giuseppe Falsone? Il quesito non è stato sciolto e difficilmente si potrà arrivare ad avere una risposta definitiva. Tuttavia una cosa è certa, e lo rivela il pentito narese Giuseppe Sardino, ex consigliere comunale di An. L’ultimo periodo di latitanza in Italia, Falsone lo visse con l’incubo di essere “venduto” alle forze di polizia da suoi insospettabili amici che avrebbero potuto tradirlo ricevendo in cambio molti, tanti soldi. Grandangolo, in prima pagina si occupa di questo, indicando chi venne contattato dai servizi segreti affinchè rivelasse, dietro compenso, il nascondiglio del boss Falsone. Tentativi reiterati. Hanno avuto buon fine? Sempre Sardino rivela che Falsone sin dai tempi della sua latitanza a Naro si documentava, attraverso internet, su come fare una plastica facciale. Anzi, afferma Sardino, “le prime pagine su centri medici specifici le ho stampate io e portate al boss”. Sempre sul tema mafia, a pagina tre, c’è un lungo articolo dedicato all’operazione “Family” che ha portato alla cattura del sindaco di Castrofilippo e svelato torbidi sistemi spartitori di appalti con pagamento di tangente anche ai politici. Nell’articolo vengono indicate, senza omissis anche tutte le ditte che hanno usufruito di tale sistema illegale. Una versione più dettagliata sulle dinamiche che hanno portato all’omicidio di Carmelo Milioti viene fornita da Maurizio Di Gati che rivela: “E’ stato ucciso da Falsone e Peppe Capizzi”. E che con un pizzino intimò a Di Gati di “non toccare” Vincenzo Parello e Calogero Costanza, favaresi e suoi uomini fedelissimi. Significativa, inoltre, la testimonianza di Giusy Tornambè, moglie del palmese Totuccio Pace, attualmente in carcere a Novara dove sta scontando una pena pari a 25 anni e mezzo. Per la donna, la condanna del marito è “un’ingiustizia processuale”. Secondo lei paga lo scotto di essere un Pace, fratello di Domenico condannato all’ergastolo per l’omicidio del giudice Rosario Livatino. Proprio sul giudice Livatino, Grandangolo pubblica un ricordo, in occasione dell’anniversario della sua scomparsa, del magistrato, già componente del Csm, Cosimo Maria Ferri. Piero Macedonio conclude l’intervistona dedicando molto spazio al ministro della giustizia Angelino Alfano, oggi suo rivale in politica. Infine, Grandangolo, dopo le recenti polemiche dedica un profilo all’imprenditore Giuseppe Burgio, attraverso le parole, questa volta non dei pentiti, ma dei giudici del Tribunale di Agrigento che hanno emesso la sentenza “Alta mafia”.

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