“ROMA, 6 nov. – “Siamo sconvolti dalla risposta del rappresentante del ministero dell’Interno: il governo, pur con una risposta burocratica che parte dalla lettura di un decreto legislativo del 2008, di fatto scarica la responsabilità della morte di un vigile del fuoco sulla sua incapacità di valutare da solo il proprio rischio personale. E’ inaccettabile che un governo dica che quell’uomo, che ha messo a rischio la sua vita per proteggere quella degli altri, sia responsabile della sua morte. Ma si rende conto di quello che è venuto a dire in quest’aula, Sottosegretario?”.
Così la senatrice M5S Dolores Bevilacqua ieri nell’aula del Senato, replicando al sottosegretario Molteni che rispondeva ad una interpellanza urgente del M5S sulla morte di un vigile del fuoco in Sicilia. Come illustrato dalla senatrice M5S Ada Lopreiato, “il 22 luglio scorso, a San Cataldo, un vigile del fuoco è morto mentre era impegnato a spegnere un incendio. Un suo collega, durante le stesse operazioni, è stato colto da malore ed è finito in ospedale. La domanda che rivolgiamo oggi al governo è semplice: chi protegge coloro che ogni giorno rischiano la vita per proteggere noi? Non basta, infatti, chiamarli eroi quando affrontano le fiamme. Non basta ringraziarli dopo una tragedia. Non bastano il cordoglio, la solidarietà e le dichiarazioni di circostanza. I Vigili del fuoco non chiedono di essere celebrati, chiedono di poter lavorare in sicurezza e questo è un diritto, non un privilegio. Non si può trasformare il senso del dovere dei Vigili del fuoco in una risorsa con cui compensare le carenze organizzative”.
“Questa risposta sconcertante – aggiungono le senatrici 5 Stelle Bevilacqua e Lopreiato – arriva nelle stesse ore in cui emerge, come scritto oggi dal Fatto Quotidiano, che nella Legge di Bilancio taglia-tutto del governo Meloni, le forbici del ministro Giorgetti si abbattono anche sul corpo dei Vigili del Fuoco, che subiscono un taglio di 53 milioni nel 2027, 60 nel 2028 e addirittura 91 nel 2029”.