«Il Governo ha accolto il mio ordine del giorno con cui chiedo di colmare una grave lacuna normativa nei confronti dei lavoratori che assistono un familiare affetto da una patologia oncologica nella fase di acutizzazione della malattia e nel drammatico percorso del fine vita.
È un passo significativo verso il riconoscimento dei diritti di persone che, troppo spesso, si trovano a dover affrontare contemporaneamente il dolore della malattia di un proprio caro e l’incertezza lavorativa ed economica».
Lo dichiara l’on. Ida Carmina, deputata del Movimento 5 Stelle, commentando l’accoglimento da parte del Governo dell’ordine del giorno presentato alla Camera, che impegna l’Esecutivo a promuovere ulteriori iniziative normative per garantire maggiori tutele a chi assiste un familiare malato di tumore.
«La mia richiesta è chiara: intervenire sull’articolo 42 del decreto legislativo n. 151 del 2001 per riconoscere un congedo retribuito, coperto da contribuzione figurativa, fino a un massimo di dodici mesi, ai lavoratori che assistono un familiare nella fase acuta o terminale di una malattia oncologica. Ho chiesto, inoltre, che questa possibilità venga estesa anche al lavoratore che assiste un paziente oncologico senza conviverci, sulla base della certificazione delle strutture sanitarie competenti».
«La riformulazione accolta dal Governo subordina l’impegno al rispetto dei vincoli di finanza pubblica, ma, ogni caso , l’accoglimento di un ordine del giorno rappresenta un passaggio politico e istituzionale importante, perché pone sul tavolo una questione che non può più essere ignorata e impegna il Governo a proseguire il percorso normativo su una questione fondamentale che riguarda il diritto di cura riconosciuto ai familiari di un malato in fase acuta o terminale .
«Per esperienza personale. So quanto sia doloroso accompagnare una persona cara in un percorso oncologico difficile, soprattutto quando la malattia si aggrava e il tempo assume un valore diverso.
In quei momenti, la vicinanza dei familiari non è un semplice conforto: è una presenza essenziale, fatta di assistenza, amore, responsabilità e dignità. Nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra stare accanto a chi ama e conservare il proprio lavoro, il proprio reddito e la propria sicurezza economica».
«La tutela della salute e della dignità umana deve tradursi in misure concrete anche per chi si prende cura degli altri.
Per questo continuerò a seguire la questione e a sollecitare il Governo affinché l’impegno assunto si trasformi in un intervento legislativo effettivo. Dietro ogni richiesta di assistenza c’è una famiglia che lotta, spesso in silenzio. Le istituzioni hanno il dovere di non lasciarla sola».