Le Organizzazioni umanitarie necessitano di un accesso sicuro e senza ostacoli affinché i bambini e le famiglie possano usufruire dei servizi alimentari, sanitari e nutrizionali da cui dipendono
Tra i feriti nei violenti scontri scoppiati ieri a Baidoa, in Somalia, ci sono stati anche bambini piccoli, secondo quanto riferito dalle agenzie umanitarie, mentre crescono le tensioni nella città che si trova a sud-ovest del Paese. Gli scontri hanno provocato anche la morte di un operatore sanitario locale, pazienti e personale medico sono stati feriti e un ospedale sostenuto da SOS Villaggi dei Bambini è stato danneggiato.
Un’esplosione, probabilmente causata da un ordigno esplosivo improvvisato (IED) collocato su un veicolo nei pressi dell’ospedale distrettuale di Baidoa, ha provocato gravi ferite al personale medico, ai pazienti e agli accompagnatori. Il personale sanitario ha confermato che alcune bambine, tra cui una di due anni, sono state ricoverate e stanno ricevendo le cure necessarie. Inoltre, l’esplosione ha danneggiato il reparto di maternità, l’ambulatorio, le sale d’attesa, gli impianti idrici, il cancello di sicurezza e un’ambulanza. A causa dell’impatto, una parte del tetto è crollata, lasciando pazienti e personale bloccati all’interno dell’ospedale.
Joining Forces, un’alleanza di organizzazioni somale che si occupano di infanzia – tra cui Save the Children, World Vision, Plan International e SOS Villaggi dei Bambini – esorta tutte le parti in causa a proteggere i bambini e i civili e a garantire un accesso umanitario sicuro.
Nonostante i danni, le équipe sanitarie di SOS Villaggi dei Bambini hanno continuato a prestare soccorso alle persone ferite. Ieri sono state segnalate lunghe code di pazienti e chi necessitava di cure intensive è stato trasferito in altre strutture sanitarie.
“L’esplosione di ieri ha causato gravi danni al nostro ospedale e ferito pazienti, operatori sanitari e assistenti. Un colpo di mortaio ha colpito anche l’abitazione di uno dei nostri operatori sanitari di comunità, che in seguito è deceduto a causa delle ferite riportate. Ciò è accaduto mentre l’ospedale è sottoposto a una forte pressione a causa della crisi alimentare, che comporta anche l’assistenza a bambini gravemente malnutriti sottoposti a cure intensive. Condanniamo gli attacchi contro gli operatori umanitari e le strutture come ospedali, scuole e centri di distribuzione. Esortiamo tutte le parti alla moderazione e al rispetto del diritto internazionale umanitario, specialmente ora che alcune zone della regione sono a rischio di carestia” ha dichiarato Abdikadir Dakane, Direttore di SOS Villaggi dei Bambini in Somalia.
“I bambini somali meritano la pace e dignità. Meritano di vivere liberi dalla guerra e dalla paura. In questo momento critico, dobbiamo riaffermare un principio semplice e fondamentale: i bambini non devono mai essere vittime dei conflitti. I loro diritti, la loro sicurezza, la loro dignità e il loro benessere devono essere protetti in ogni momento, senza eccezioni” ha dichiarato Sadia Allin, Direttrice nazionale di Plan International.
“Siamo profondamente preoccupati per gli scontri avvenuti ieri a Baidoa. Sappiamo che, secondo quanto riferito dai nostri team sul campo, almeno 17 bambini sono rimasti feriti e sono attualmente in cura in vari ospedali. Secondo quanto riportato, tre strutture sanitarie sono state danneggiate durante gli scontri e un’ambulanza è stata sequestrata. I bambini di Baidoa stanno già affrontando una grave crisi alimentare e molti dipendono dalle strutture sanitarie per il trattamento della malnutrizione. Quando queste strutture vengono danneggiate, i più piccoli perdono un’ancora di salvezza. Esortiamo tutte le parti a proteggere i bambini e i civili, a rispettare il diritto internazionale umanitario e a consentire alle organizzazioni umanitarie di raggiungere in sicurezza le famiglie bisognose” ha dichiarato Binyam Gebru, Direttore ad interim di Save the Children in Somalia.
La violenza si verifica mentre Baidoa affronta una crisi alimentare sempre più grave. La città ospita circa 800 mila sfollati, quasi la metà della sua popolazione totale. Secondo l’ultima analisi della Classificazione integrata delle fasi di sicurezza alimentare (IPC)[1], pubblicata la scorsa settimana, si prevede che quasi 26 mila sfollati a Baidoa dovranno affrontare livelli di fame “catastrofici” (Fase 5 dell’IPC) tra ottobre e dicembre, a un solo passo dalla carestia, mentre le famiglie già alle prese con la siccità si preparano alle imminenti piogge torrenziali e alle inondazioni causate da El Niño.
Si prevede un aggravamento della malnutrizione acuta tra i bambini nei centri di accoglienza della città, e l’IPC avverte che le famiglie sfollate a Baidoa rischiano la carestia se le inondazioni e gli sfollamenti dovessero rivelarsi più gravi del previsto e gli aiuti rimanessero insufficienti.
Joining Forces esorta tutte le parti a proteggere i bambini e i civili in conformità con gli obblighi previsti dal diritto internazionale umanitario. Ospedali, scuole, abitazioni e operatori umanitari non devono mai essere presi di mira. Le Organizzazioni umanitarie necessitano di un accesso sicuro e senza ostacoli affinché i bambini e le famiglie di Baidoa possano usufruire dei servizi alimentari, sanitari e nutrizionali da cui dipendono.
[1] IPC_Somalia_Acute_Food_Insecurity_Malnutrition_Jul_Dec2026_Report.pdf