Palermo, 1 settembre 2026 – «Sui rifiuti in Sicilia si continua a costruire una narrazione che mette insieme dati e flussi diversi per arrivare sempre alla stessa conclusione: i termovalorizzatori sarebbero l’unica soluzione possibile e, soprattutto, quella economicamente più conveniente. Ma prima della propaganda vengono gli atti e i numeri».
Lo afferma Luigi Sunseri, deputato regionale del Movimento 5 Stelle, intervenendo sulle notizie relative all’autorizzazione all’invio di 25 mila tonnellate di rifiuti dalla Sicilia alla Bulgaria.
«Partiamo da un fatto che non è un’opinione. Il decreto del Dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti n. 1371 del 28 agosto scorso non autorizza l’invio in Bulgaria di 25 mila tonnellate di rifiuto urbano indifferenziato EER 20 03 01. Autorizza 1.040 spedizioni, per complessive 25 mila tonnellate, di EER 19 12 10, rifiuti combustibili, prodotti da Ecorek e destinati all’impianto Heidelberg Materials di Devnya, in Bulgaria, per recupero energetico R1». È quanto – dice Sunseri – riporta espressamente l’oggetto del decreto regionale.
«Non è una sottigliezza per tecnici – prosegue il deputato – ma una differenza sostanziale. Una cosa è il rifiuto urbano indifferenziato, altra cosa è un rifiuto combustibile derivante dal trattamento. Una cosa è lo smaltimento, altra cosa è un’operazione di recupero energetico R1. Se cancelliamo queste differenze e raccontiamo semplicemente che “mandiamo l’indifferenziato in Bulgaria”, il cittadino riceve una rappresentazione incompleta della filiera».
Secondo Sunseri, «il rischio è che si costruisca così una contrapposizione artificiale: da una parte rifiuti siciliani spediti all’estero a costi astronomici, dall’altra i termovalorizzatori presentati come soluzione inevitabile e automaticamente conveniente. È esattamente questa equazione che il governo Schifani deve dimostrare con i numeri, anziché darla per acquisita».
«C’è poi un altro elemento che rende questa rappresentazione ancora meno comprensibile: non siamo neppure davanti a un fenomeno nuovo. Nel 2024 la stessa Regione aveva già autorizzato da Termini Imerese il trasferimento verso lo stesso impianto bulgaro di 20 mila tonnellate di EER 19 12 10, sempre destinate a recupero R1».
Il deputato M5S chiede quindi alla Regione di rendere pubblica una ricostruzione analitica dei costi: «Per ogni flusso che lascia la Sicilia vogliamo conoscere codice EER, trattamento effettuato, quantità, destinazione, operazione R o D, costo del trattamento, costo del trasporto e costo finale per tonnellata. Solo mettendo a confronto grandezze omogenee si può dire ai siciliani quanto realmente costa una soluzione rispetto a un’altra».
«Schifani renda pubblica la futura tariffa»
«La stessa trasparenza – continua Sunseri – deve valere soprattutto per i termovalorizzatori. Il governo regionale parla di 881 milioni di euro a base d’asta, finanziati con risorse FSC, e promette circa 100 milioni di euro l’anno di risparmio per famiglie e imprese. La Regione afferma inoltre che oggi i costi supererebbero i 350 euro a tonnellata e quantifica in circa 380 euro a tonnellata il costo dei trasferimenti fuori regione. Sono numeri utilizzati dallo stesso governo per dimostrare la convenienza del progetto».
«Allora la domanda è elementare: quanto costerà conferire una tonnellata nei termovalorizzatori di Palermo e Catania? Quale sarà la tariffa al cancello? Cosa comprenderà? Come saranno contabilizzati gestione, manutenzione, trattamento e smaltimento dei residui? Quanto incideranno i ricavi derivanti dalla vendita dell’energia? E chi beneficerà di questi ricavi?».
«Non possiamo accettare che si annunci oggi un risparmio da cento milioni di euro l’anno e contemporaneamente non si metta nelle mani dei siciliani un confronto economico completo e verificabile. Se il risparmio è già quantificabile, devono essere pubbliche anche le ipotesi utilizzate per calcolarlo».
Sunseri conclude: «La Sicilia deve chiudere il ciclo dei rifiuti e deve farlo rapidamente. Ma questo non significa consegnare al governo regionale un assegno in bianco per un modello da quasi un miliardo di euro. Significa investire in differenziata di qualità, selezione, recupero di materia, impiantistica e valorizzazione delle frazioni recuperabili, e valutare ogni soluzione sulla base di dati comparabili».
«Basta confondere indifferenziato, rifiuto trattato, recupero energetico e smaltimento. E basta utilizzare il costo dell’emergenza per giustificare preventivamente qualsiasi costo futuro. Schifani pubblichi i conti dei termovalorizzatori e dica oggi quale tariffa per tonnellata prevede. Poi saranno i numeri a dirci se i siciliani risparmieranno davvero».