
Il recente incidente avvenuto a Colleferro ha riportato l’attenzione pubblica sui rischi legati alla sicurezza nei siti industriali complessi del nostro Paese, spingendo Antonio Dal Cin, finanziere in congedo, formalmente riconosciuto come Vittima del Dovere, iscritto nel Ruolo d’Onore del Corpo della Guardia di Finanza e noto attivista per i diritti dei lavoratori, a intervenire pubblicamente per ricordare come ogni evento che mette a rischio l’incolumità delle persone imponga una riflessione profonda sulla centralità della prevenzione. Secondo le prime ricostruzioni della cronaca, l’innesco si sarebbe verificato nel reparto “pressatura polveri” dello stabilimento della KNDS Ammo Italy S.p.A., storicamente conosciuto come Simmel Difesa, situato lungo la strada per Artena. Questa specifica area rappresenta un sito ad altissima sensibilità per la sicurezza nazionale, poiché ospita uno dei principali impianti italiani specializzati nella produzione di munizionamento pesante. La struttura, che conta circa 183 dipendenti e fa oggi parte del colosso franco-tedesco KNDS, è una realtà industriale di importanza strategica che ha registrato nell’ultimo bilancio un fatturato di 109,5 milioni di euro e un utile netto di 16,9 milioni. Al suo interno si fabbricano munizioni di medio e grosso calibro, comprese tra i 20 mm e i 155 mm dello standard NATO, destinate alla difesa terrestre e navale ed esportate in oltre 40 paesi. Lo stabilimento vanta inoltre una forte specializzazione nel settore aerospaziale, dove realizza combustibili e propellenti solidi per vettori spaziali, una bowls complessità tecnica che, unita al trattamento di polveri piriche, classifica rigidamente l’intera area come impianto a rischio di incidente rilevante secondo la direttiva europea Seveso. Di fronte a numeri economici così importanti e a produzioni tecnologiche d’eccellenza, Antonio Dal Cin ha voluto ribadire con forza che la crescita industriale e l’innovazione della Difesa devono sempre viaggiare di pari passo con lo sforzo costante di monitoraggio e con la massima tutela della vita umana, affinché la cultura della prevenzione rimanga la priorità assoluta per il futuro del lavoro in Italia.