DELMASTRO.ON. IDA CARMINA (M5S): ‘MISFATTO COMPIUTO. ALLA CAMERA SPETTACOLO INDEGNO DELLA CASTA: LA MAGGIORANZA MELONI OSTACOLA LE INDAGINI SULLA MAFIA’”
«Da oggi Giorgia Meloni non pronunci più parole come legalità, lotta alla mafia e difesa dello Stato. Oggi la sua maggioranza ha compiuto una scelta politica gravissima: impedire alla Procura della Repubblica di Roma di acquisire conversazioni ritenute rilevanti nell’ambito di un’inchiesta sulla criminalità organizzata.
Non era stata chiesta l’acquisizione dell’intero contenuto del telefono o di tutte le chat dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro ma esclusivamente le conversazioni con Caroccia, prestanome del clan camorristico Senese , il piu potente di Roma, ritenute utili ai fini delle indagini.
Eppure la maggioranza ha deciso di frapporre un muro. Il misfatto è compiuto.
Ancora più grave è che alla Giunta per le autorizzazioni sia stato impedito perfino di esaminare integralmente la documentazione trasmessa dalla Procura.
Si è chiesto ai parlamentari di decidere senza poter valutare tutti gli elementi. È un precedente inquietante.
Le prerogative parlamentari sono una garanzia della democrazia. Non possono trasformarsi in uno scudo dietro cui impedire alla magistratura di ricercare la verità, soprattutto quando si indaga su vicende di mafia.
A rendere ancora più grave il dibattito odierno è stato l’intervento del capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami, che ha offerto una ricostruzione artefatta della realtà e intellettualmente disonesta, arrivando a evocare la figura del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro con affermazioni allusive ed infamanti, gravemente lesive della sua memoria personale istituzionale e deformanti della verità storica.
Parole gravi che infangano la memoria di uno dei più alti servitori dello Stato.
E, ancora una volta, è stato evocato Paolo Borsellino.
Basta. Lasciate in pace Paolo Borsellino. Chi ha dato la vita perché lo Stato potesse cercare la verità fino in fondo non può essere utilizzato addirittura come paravento per giustificare decisioni che limitano l’attività d’indagine della magistratura. La sua memoria merita rispetto.
Lo dico come siciliana, avvocata, come già commissario della Polizia di Stato, come docente di diritto, come ex sindaca e oggi rappresentante del popolo sovrano. Lo dico da donna delle istituzioni che ha sempre servito lo Stato e che ha visto amici e colleghi affrontare intimidazioni minacce e persino perdere la vita nella lotta contro l’ illegalità e la Mafia .
Oggi alla Camera è andato in scena uno spettacolo indegno: una maggioranza che, anziché favorire l’accertamento della verità in un’inchiesta di mafia, ha scelto di ostacolare il lavoro della magistratura.
Il Governo Meloni ormai prigioniero della sindrome del Marchese del Grillo: per gli altri il rigore, per i propri uomini la protezione. È questa l’immagine che oggi la maggioranza consegna al Paese: quella di una casta che utilizza le prerogative parlamentari non come garanzia costituzionale, ma come barriera contro l’azione della magistratura.
Resta una sola possibilità per dissipare ogni dubbio. Andrea Delmastro, se non ha nulla da nascondere, consegni spontaneamente alla Procura le conversazioni con Caroccia richieste nell’indagine. Nessuno glielo impedisce. Sarebbe un gesto di trasparenza e di rispetto verso lo Stato.
Se non lo farà, i dubbi non potranno che rafforzarsi. Perché chi non ha nulla da nascondere non teme la verità e fa in modo
che la magistratura possa svolgere fino in fondo il proprio lavoro, se glielo impedisce un motivo c’è di sicuro.