Cia – “I servizi segreti americani e il terrorismo in Italia”, di Isabella Silvestri. 40° Episodio. Legge Fabio Fabiano.
Nel settembre del 1979, la riconferma del generale Carlo Alberto dalla Chiesa alla guida del nucleo speciale antiterrorismo fu accompagnata da forti tensioni politiche e istituzionali. Un rapporto della CIA dello stesso anno, declassificato nel 2016, evidenzia come la stampa dell’epoca (tra cui un articolo di Panorama) mettesse in luce la profonda spaccatura interna agli apparati di sicurezza italiani.
Da un lato, l’operatività sul campo dimostrava la straordinaria efficienza della squadra di Dalla Chiesa. I successi ottenuti, come gli arresti nella colonna genovese delle Brigate Rosse in collaborazione con i servizi civili, confermavano la validità del generale e spingevano parte delle istituzioni a considerarne indispensabile la leadership per mantenere alto il livello di rendimento degli uomini.
Dall’altro lato, dietro la facciata di coesione, emersero aspri conflitti con i vertici militari e la Polizia. Il comandante generale dei Carabinieri, Pietro Corsini, si oppose apertamente alla riconferma di Dalla Chiesa, contestando le ingerenze della politica e l’abitudine del generale di intestarsi i successi dei comandi territoriali (come nei blitz di Via Montenevoso a Milano o Rieti). Parallelamente, nelle questure e nei corridoi del Viminale cresceva il malumore per i metodi autonomi di Dalla Chiesa, poiché la mancanza di coordinamento generò episodi paradossali, come l’arresto a opera della DIGOS di Ancona di un sottufficiale del generale infiltrato tra i terroristi, o le indagini parallele e non comunicate condotte in Toscana.
Per gli analisti della CIA, monitorare queste rivalità interne non era un semplice esercizio di cronaca. Nel contesto della Guerra Fredda e degli “Anni di Piombo”, l’Italia — Paese strategico per la NATO ma vulnerabile e con il più forte Partito Comunista d’Occidente — rappresentava un punto critico. Comprendere se le forze di sicurezza e i servizi nati dalla riforma del 1977 fossero realmente coesi o paralizzati dai propri veleni era fondamentale per Washington per valutare la tenuta democratica dello Stato italiano e la sicurezza delle informazioni riservate condivise tra Paesi alleati.