ROMA, 20 ott. – “Quello che è successo oggi in commissione Antimafia nel corso dell’audizione del procuratore De Luca è nello stesso tempo incredibile ed inquietante: ha continuato a rivolgersi a me, con la mia storia, accusandomi di aver fatto attività depistante nonostante sia documentalmente provato che si tratta di una accusa del tutto falsa. E ciò anche grazie a intercettazioni conosciute dalla Procura ma che l’ufficio da lui diretto ha completamente omesso di citare con grave violazione dei doveri imposti dall’art. 358 Cpp. Mai un Pubblico ministero può omettere prove utili alla difesa e a terzi neppure indagati come il sottoscritto. Il pubblico ministero ha l’obbligo di rivelarne comunque l’esistenza e di argomentare nel merito sulla loro rilevanza, in modo che la difesa possa contro argomentare. A causa della violazione di tale obbligo alcuni pubblici ministeri sono stati sottoposti a procedimenti penali e disciplinari. Invece di scusarsi per tale grave omissione, dopo essere stato scoperto, ha tentato di svalutare a posteriori la rilevanza di tale prova documentale, occultando la polvere sotto il tappeto. Proprio oggi il Fatto Quotidiano ha pubblicato a beneficio di tutti gli italiani una intercettazione del 25 ottobre 2023 nella quale Gioacchino Natoli, parlando di altri argomenti, aveva incidentalmente detto ad Antonio Ingroia che nella riunione del 14 luglio 1992 si era parlato della richiesta di archiviazione di Lo Forte e Scarpinato. La stessa identica cosa aveva ripetuto a me, entrando nei dettagli, alla fine di novembre perché aveva ascoltato l’audizione del dott. Luigi Patronaggio il quale aveva riferito lo stesso fatto alla Commissione antimafia. Ritenendo la circostanza rilevante, il 18 gennaio 2024 poco prima che Natoli su sua richiesta venisse sentito dalla Commissione antimafia, gli ho ricordato di riferire tale fatto alla Commissione, così come lo aveva raccontato a me. Dunque è documentato che Natoli aveva detto anche ad altri nell’ottobre questo fatto come veritiero, ed è da escludere in modo radicale che si tratti quindi di una versione concordata con me il 18 gennaio 2024. E ‘una verità che prima ancora che dalla viva voce di Natoli, deriva dalla logica elementare. Il dottore De Luca assume anche che avrei depistato le indagini perché parlando con un vecchio amico ed ex collega ipotizzavo di chiedere l’audizione di altri magistrati che ricostruissero i fatti per come si sono svolti. Anche questo sarebbe stato depistaggio? Da senatore avrei potuto contattare personalmente ciascuno di questi magistrati chiedendo loro se ricordavano i fatti, chiedendone in caso affermativo l’audizione. Ha censurato e criminalizzato come depistante anche la mia intenzione di produrre moltissimi documenti per smentire la falsità di alcune affermazioni”.
Lo afferma il senatore M5S Roberto Scarpinato.