Roma, 17 ott. – “Chissà che fine ha fitto, Giorgia Meloni: mentre al Sud si allarga a macchia d’olio la protesta di agricoltori, autotrasportatori e pescatori dinanzi al sempre più invalidante caro-carburanti, la premier si mette in modalità “desaparecida”. Oggi i “cantori” di Fdi parlano di “sinistra che incendia le piazze”: è evidente il loro imbarazzo dinanzi alla realtà che presenta il conto. Le proteste di lavoratori e studenti sono l’istantanea di un paese stremato: far passare come “vittoria epocale” il viaggio di Meloni a Bruxelles è un insulto all’intelligenza degli italiani. A parte l’agognato tetto al prezzo del gas, Meloni non ha ottenuto nulla su flessibilità, migranti e Ets. Quindi poche balle. A proposito di tetti, che aspetta la premier a metterne uno dinamico al prezzo dei carburanti? Se non vuole ascoltare noi, ascolti almeno i distributori. In Sicilia gli autotrasportatori e gli agricoltori chiedono a Salvini di firmare un protocollo con impegni tutti legittimi: credito d’imposta, riconoscimento dell’insularità, inclusione delle delegazioni locali ai tavoli ministeriali. A parte mandare in tilt il traffico aereo del paese, il ministro dei Trasporti in cos’altro è impegnato? E i presidenti di regione tipo Schifani, cosa stanno facendo per aiutare chi è impossibilitato a lavorare? Al Sud in molti supermercati gli scaffali cominciano ad avere dei buchi anche su beni di largo consumo: Meloni si svegli, l’Eden che racconta non esiste”. Così in una nota la vicecapogruppo M5s al Senato Ketty Damante.