ROMA, 12 ott. – “Oggi su La Stampa un articolo racconta in modo molto chiaro e dettagliato come mafiosi, ergastolani e capi clan riescano a lasciare il carcere e a tornare a casa loro grazie ai benefici penitenziari. Sulle stesse pagine, il procuratore di Palermo De Lucia spiega come i padrini che tornano sul territorio riescano in breve a riprendere le loro posizioni e il loro potere dentro il clan di appartenenza. La realtà è esattamente questa e noi lo abbiamo denunciato già varie volte in questa legislatura, nelle aule parlamentari e fuori. A luglio abbiamo presentato un Ddl, all’interno di un pacchetto di cinque proposte, proprio per intervenire sulla disciplina dei benefici penitenziari a condannati per reati ostativi che non abbiano dato la loro collaborazione con la giustizia. La concessione dei permessi ai condannati non collaboranti deve essere subordinata all’applicazione del braccialetto elettronico o di altri strumenti tecnici di controllo a distanza. In ogni caso bisogna stabilire il divieto di tornare nei territori in cui il boss può riprendere contatti con il clan. Bisogna rafforzare l’obbligo di motivazione del giudice di Sorveglianza nei casi in cui ritenga di concedere il beneficio in presenza di un parere contrario espresso dal Procuratore della Repubblica ovvero dal Procuratore nazionale antimafia”.
Lo affermano i componenti M5S nelle commissioni Giustizia e Antimafia Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Michele Gubitosa, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato.
“Da un paio di anni – aggungono – tanti boss irriducibili sono usciti dal carcere grazie ai benefici penitenziari e si ripetono casi nei quali si scopre che sono subito tornati a presidiare il loro giro del crimine, qualcuno è stato anche arrestato. E il governo Meloni? Non pervenuto, non fa nulla e nemmeno ne parla, mostrando così tutta la sua ipocrisia. E’ ora che il ministro Nordio dica al Parlamento e al Paese se ha qualche idea o se pensa di rimanere immobile fino alla fine del suo mandato. Gli esponenti del centrodestra fanno solo affermazioni muscolari per dire che loro hanno difeso il 41-bis, quando in realtà il cosiddetto carcere duro è un colabrodo e peggiore è la situazione nell’Alta Sicurezza. Inoltre, amano ripetere che hanno difeso l’ergastolo ostativo, mentre la verità è che la loro legge del 2022 riserva ai mafiosi un trattamento migliore rispetto a quello previsto per i collaboratori di giustizia e ha aperto le porte del carcere ai boss anche in assenza di effettivo e verificato ravvedimento”.