ROMA, 4 ott. – “Non c’è alcuna attività depistante nella condotta del senatore Roberto Scarpinato durante la telefonata con Gioacchino Natoli. Troviamo francamente assurdo che anche in sede giudiziaria qualcuno sostenga una tesi tanto infondata. Scarpinato chiedeva a Natoli di ripetere in commissione Antimafia una circostanza che lo stesso Natoli gli aveva riferito in altra telefonata: Natoli affermava di aver partecipato anche lui alla famosa riunione in procura del 14 luglio 1992 e di ricordare bene cosa si disse in quella sede. Dov’è il depistaggio se si chiede di riferire il vero in commissione? Depistaggio è sollecitare o concordare di riferire una falsità e questo non è mai avvenuto e mai avverrà con un personaggio di straordinario spessore come Roberto Scarpinato, che da 34 anni si batte esponendosi personalmente in ogni modo per individuare definitivamente i moventi oscuri e i responsabili anche eccellenti che stanno dietro le Stragi. La verità è che i depistaggi sono ben altri e vengono portati avanti altrove. I megafoni del centrodestra che ad ogni occasione sparano balle, calunnie e falsità dovrebbero avere un sussulto di dignità e capire che in sede istituzionale si stanno assumendo responsabilità gravissime che vanno contro l’interesse di tutta Italia. La gip di Caltanissetta Luparello ha ritenuto di sollecitare alla procura decine di nuove indagini sugli aspetti rimasti oscuri relativi alla pista nera e la Cassazione ha ritenuto proceduralmente corretto il suo atto. C’è un enorme lavoro da fare su quella e su altre piste assai fondate e invece c’è chi tenta di allontanarlo quel lavoro. In quel documento, la gip Luparello ha anche giudicato la pista mafia-appalti, portata avanti dalla procura di Caltanissetta e dalla maggioranza in commissione Antimafia, affetta da ‘severa miopia’ e da ‘un approccio mistico e dogmatico’. Quella pista è già stata smentita da altre autorità giudiziarie e non sta i piedi con i soli canoni della logica. E’ la stessa archiviazione disposta dal gip Bologna a confermare l’inconsistenza del materiale probatorio della pista mafia-appalti, tanto che nemmeno i mafiosi che avrebbero beneficiato della Strage sono stati iscritti nel registro degli indagati. E’ inaccettabile e nemico della verità sulle Stragi che si continui a colpire Scarpinato, con tesi smentite dagli atti giudiziari, perché ha osato chiedere in Antimafia e in ogni altro luogo possibile di indagare sui mandanti e complici esterni ed eccellenti delle Stragi del 1992-93”.
Lo affermano i rappresentanti del M5S in commissione Antimafia Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Michele Gubitosa e Luigi Nave.