“Di fronte alla tragedia di Ceuta, dove decine e decine di persone hanno perso la vita nel tentativo disperato di raggiungere a nuoto la speranza di un futuro migliore, la prima parola avrebbe dovuto essere una sola: pietà. Pietà per uomini, donne e bambini morti inseguendo un’esistenza degna. Invece assistiamo ancora una volta a una cinica strumentalizzazione politica del dolore umano.
Da sindaca di Porto Empedocle ho accolto troppe bare restituite dal mare. Ho visto arrivare i corpi delle vittime dei naufragi, ho pianto le giovani donne del tragico “naufragio delle donne”, ho stretto nel cuore l’immagine delle due gemelline di pochi mesi che non sono riuscite ad arrivare vive in Europa ed il viso sgomento della loro madre. Sono immagini che non si cancellano e che impediscono di guardare a queste tragedie con indifferenza.
Faccio mie le parole di monsignor Corrado Lorefice, che invita a non ridurre quanto accaduto a Ceuta a un mero problema di ordine pubblico. Anche se vi sono evidenti responsabilità e possibili regie politiche dietro questi eventi, non possiamo dimenticare che davanti a noi ci sono esseri umani e il dramma di un mondo profondamente diseguale.
Alimentare l’allarme di una presunta invasione significa ignorare le vere cause delle migrazioni e smarrire il senso della nostra umanità.
L’immigrazione è una questione europea e richiede solidarietà tra gli Stati non uno sciacallaggio ed uno scaricabarile per alimentare propaganda e contrapposizioni politiche.
Pensare di scaricare il peso sui Paesi di frontiera, qualunque esso sia, significa condannare l’intera Europa al fallimento.
Al centro deve esserci sempre la persona umana e la sua dignità. Un essere umano non e’ un’ oggetto, uno strumento di pressione politica.
Per questo, prima ancora di discutere di confini, occorre fermarsi davanti a quei morti e domandarsi perché tutto questo e’ accaduto e quali siano i veri motivi e le reali responsabilita’.
Non possiamo ignorare che questa vicenda si inserisce in un quadro geopolitico inquietante. Appare legittimo interrogarsi sulla tempistica degli eventi, anche alla luce dei recenti sviluppi nei rapporti tra l’amministrazione Trump e il Regno del Marocco e delle tensioni che riguardano Ceuta. Su questi aspetti servono chiarezza e verità, non propaganda.
Trovo indegna la strumentalizzazione politica operata dal Governo Meloni. Colpisce soprattutto il silenzio sulle vittime: nessuna parola di autentica compassione, nessun gesto di umana pietà per chi ha perso la vita. La tragedia viene trasformata nell’ennesima occasione di propaganda, mentre si alimentano paura e divisione.
Chi richiama ogni giorno le radici cristiane dell’Europa dovrebbe ricordare che il Vangelo insegna anzitutto a riconoscere la dignità della persona e a prendersi cura degli ultimi. È questa la domanda che rivolgo al Governo: sono questi i valori cristiani di cui tanto si parla?
L’Europa deve contrastare senza esitazione i trafficanti di esseri umani e chi sfrutta cinicamente la disperazione delle persone, ma deve farlo senza rinunciare ai propri valori di civiltà, di diritto e di umanità. Perché quando la morte di uomini, donne e bambini diventa occasione di scontro politico, non affondano soltanto i migranti: affonda la coscienza dell’Europa”. Lo afferma con una nota alla deputata del M5s, Ida Carmina.