Il resoconto dell’assemblea FLC CGIL Sicilia
La riforma della filiera tecnologico-professionale rischia di tradursi in un taglio sostanziale degli organici docente e ATA, nella riduzione delle ore di laboratorio e nell’indebolimento del rapporto scuola-lavoro. È quanto emerso ieri, mercoledì 1° aprile 2026, durante l’assemblea online promossa da FLC CGIL Sicilia e PROTEO Fare Sapere Sicilia, che ha visto un’ampia partecipazione di personale scolastico, dirigenti e cittadini.
Secondo i dati e le analisi presentate nel corso dell’incontro, la nuova architettura della filiera tecnico-professionale – così come declinata dalle recenti disposizioni nazionali – determinerebbe accorpamenti di classi di concorso, riduzione di cattedre specialistiche e una maggiore precarietà. Sul piano formativo, i relatori hanno denunciato il rischio di un curricolo eccessivamente rigido, che penalizza l’autonomia didattica e la personalizzazione dei percorsi, soprattutto negli istituti tecnici delle aree interne e svantaggiate della Sicilia.
L’assemblea, moderata dal giornalista Matteo Sciré, si è aperta con i saluti di Basilia Lotario (Vice Presidente PROTEO Fare Sapere Sicilia) e Adriano Rizza (Segretario Generale FLC CGIL Sicilia). I due interventi introduttivi hanno tracciato un quadro regionale critico, segnalando il mancato confronto con le scuole e l’assenza di risorse aggiuntive dedicate alla filiera.
A seguire, Tiziana Celiberti, docente dell’Istituto Tecnico “F. Besta” di Ragusa, ha svolto una relazione dal titolo “Dai quadri orario all’organico dell’autonomia (?)”, presentando e approfondendo gli aspetti più tecnici della riforma.
Claudio Menga, del Centro Nazionale FLC CGIL, ha illustrato i dati nazionali e regionali sull’impatto della riforma, evidenziando come l’attuale impostazione porterà a una riduzione stimata del 6-8% degli organici del personale tecnico-pratico, con pesanti ricadute sull’offerta formativa.
Durante il dibattito è intervenuta Gabriella Messina (Segretaria Regionale CGIL Sicilia) che ha focalizzato l’attenzione sulle ricadute nei vari territori siciliani.Le conclusioni sono state affidate a Graziamaria Pistorino, Segretaria Nazionale FLC CGIL, che ha ribadito la netta contrarietà del sindacato a un impianto normativo che “sacrifica la qualità della didattica sull’altare dei risparmi di bilancio”.