Necessario un intervento di sostegno dei nuclei familiari con bambini anche a fronte dell’instabilità del quadro economico
I dati diffusi stamattina dall’Istat sulle condizioni di vita delle famiglie e di migliaia di bambini e bambine devono rappresentare un campanello d’allarme e confermano la necessità di un intervento strategico contro la povertà. Lo dichiara Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.
Nonostante un lieve calo della percentuale complessiva di popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale (al 22,6% nel 2025 rispetto al 23,1% nel 2024), la quota di famiglie con almeno un minore in questa condizione registra al contrario una crescita, passando dal 25,6% al 26,2%. E il rischio aumenta al 44,4% (più di una famiglia su tre) tra quelle con tre o più figli minori, con una crescita di 2,4 punti percentuali dall’anno precedente.
Inoltre aumenta anche la quota di popolazione che è scivolata in una condizione di grave deprivazione materiale e sociale, salendo al 5,2% dal 4,6% dell’anno precedente. Sono più di 3 milioni di persone che non possono affrontare spese impreviste, hanno difficoltà a pagare bollette o affitto o a riscaldare adeguatamente la propria casa, non possono permettersi un pasto adeguato almeno una volta ogni due giorni o una settimana di ferie all’anno o regolari attività di svago fuori casa. Anche in questo caso, l’avere un figlio minore si dimostra un fattore di ulteriore vulnerabilità. Il 6,5% delle famiglie con almeno un minore (pari a una famiglia su 15) è in condizione di grave deprivazione, percentuale che raggiunge il 17% nelle famiglie con tre o più figli minori, in crescita di quasi 7 punti percentuali dal 10,4% del 2024.
“Occorre mettere in campo una strategia contro la povertà che colpisce le famiglie in Italia, anche a fronte dell’impatto dei conflitti in corso sul quadro economico e sul costo della vita – dichiara Raffaela Milano, Direttrice Ricerca di Save the Children – Non è più rinviabile se non vogliamo continuare a perpetrare la grave ingiustizia sociale che penalizza il futuro e le aspirazioni di bambine e bambini nel nostro Paese. È urgente garantire un supporto adeguato alle famiglie, in particolare nei primi anni di vita dei bambini e delle bambine, garantendo un accesso equo ai servizi educativi della prima infanzia, strumenti di sostegno economico mirati e una rete integrata di assistenza sanitaria, sociale ed educativa. Tra le misure da mettere in atto vi è la maggiorazione dell’assegno unico a tutti i bambini e le bambine da 0 a 3 anni e l’introduzione di strumenti aggiuntivi di supporto alla cura per la situazioni di maggiore vulnerabilità”.