“Per non dimenticare… Il senso di un impegno chiamato legalità” – Presentazione del libro “Libero l’imprenditore che non si piegò al pizzo”

Aragona (Agrigento)-  Grande successo ha riscosso, nella serata di ieri 28 dic. 2011, l’incontro “Per non dimenticare… Il senso di un impegno chiamato legalità” nel corso del quale c’è stata anche la presentazione del libro “Libero l’imprenditore che non si piegò al pizzo” di Chiara Caprì e Pina Maisano Grassi, con prefazione di Marco Travaglio.

Numerosi i presenti all’interno dell’ex chiesa del Purgatorio arricchita per l’occasione dalle opere pittoriche di Accursio Vinti.

La signora Pina, vedova di Libero Grassi, assente per motivi personali, ha inviato il suo saluto tramite la giovane autrice Chiara Caprì.

 Tanta gente ha risposto positivamente, con la propria presenza, a una serata che certamente non voleva essere né una vetrina né puro intrattenimento, bensì un momento testimonianza e riflessione sull’antimafia e sul contributo individuale che ciascuno può e deve dare per la legalità.

 

L’incontro patrocinato dal comune di Aragona, organizzato dall’associazione culturale “L’Idea”, dai Laici Comboniani e da altre associazioni del mondo civile, è stato moderato da Lucia Castellana ha avuto come relatori: Ignazio Cutrò, testimone di giustizia e imprenditore vittima del racket, l’autrice Chiara Caprì ed infine Calogero Parisi della “Cooperativa Lavoro e non solo/Arci”.

L’incontro è stato anche un omaggio a Libero Grassi, a quello che la sua figura, il suo operato e la sua morte rappresentano ancora oggi nell’impegno contro le mafie.

Ad aprire la serata, con i saluti di rito e un breve intervento, è stato Alfonso Tedesco, sindaco di Aragona, che complimentandosi con gli organizzatori ha voluto sottolineare l’importanza della serata definendola “una pagina di grande richiamo sociale e di grande impegno”.

Il sindaco, ringraziando i relatori gli ha fatto dono di una piastrella decorata, simbolo del gemellaggio della città di Aragona con quella di La Louviere.

Chiara Caprì, nel presentare il libro, si è detta riconoscente per l’eredità di ricordi che Pina ha voluto passargli da testimone. La giovane Chiara ammette che ogni volta che presenta il libro sente addosso una grande responsabilità e “quando vedo poi, effettivamente, tutta questa gente – ha confidato – mi dico che ho fatto il mio dovere. E’ bello vedere come il parlare di certi argomenti risvegli le coscienze e il libro è nato proprio per questo”.

Il libro nasce l’estate scorsa da delle lunghe chiacchierate tra Chiara e la vedova Grassi. ““Ma sono veramente io?” questo è ciò che Pina mi dice, sorridendo, ogni volta che rilegge qualche pezzettino del libro. Quasi, si stupisce pure lei della bellezza della sua stessa vita. Vuol dire che, effettivamente, mi ha raccontato delle cose veramente importanti anche per lei” – ha dichiarato l’autrice orgogliosa della sua fatica letteraria.

Dalle pagine del libro emerge anche la bellezza delle storie della famiglia Grassi-Maisano: i riti familiari, la gelosia di Libero, la volontà di Alice di studiare fuori, e poi, invece, la scelta di rimanere. “Alla fine, in prossimità della pubblicazione del libro, Pina mi ha fatto un enorme regalo che è stato quello di donarmi le sue lettere d’amore con Libero e mi ha dato anche l’autorizzazione per pubblicarne alcune”.

 Un libro ricco di testimonianze e momenti di vita vissuta. Un libro da leggere, nato dalla fiducia e dal dialogo che si è instaurato tra due donne, Pina e Chiara, che la differenza di età, 85 anni la prima e 25 la seconda, più che dividere sembra averle avvicinate in un filo di trasmissione della memoria che si concretizza attraverso la scrittura.

E stata poi la volta di Ignazio Cutrò, il testimone di Giustizia, che, non volendosi piegare alla mafia, ha denunciato con coraggio e determinazione chi gli chiedeva il pizzo. Cutrò ha raccontato la sua vicenda personale e da imprenditore che quotidianamente lo vede in lotta contro il male per eccellenza della nostra terra, ossia, la mafia. Il 7 gennaio, ha fatto sapere Cutrò al pubblico presente, verrà aperto uno sportello antiracket e antiusura anche ad Enna.

Fondamentale nella lotta al pizzo è per Cutrò la partecipazione individuale e della società civile. Non bisogna aver paura di denunciare – ricorda l’imprenditore ai presenti – precisando che grande è il supporto fornito dalle forze dell’ordine. Contento per il caloroso abbraccio che gli anno riservato gli amici di Aragona, Cutrò ha manifestato tutta la sua amarezza perché tale vicinanza non gli è stata manifestata dalla sua Bivona dove i suoi concittadini spesso apostrofano come “U Sbirru”.

Cutrò, in visita prima dell’inizio della manifestazione alla locale stazione dei Carabinieri, ha invitato gli aragonesi a voler frequentare maggiormente la caserma, poiché ha notato che le scale d’accesso sembrano nuove di zecca a riprova delle poche visite.

Sulla serata in compagnia degli aragonesi, Ignazio Cutrò dichiara: “è stata una bellissima serata specialmente quando finito di parlare il pubblico ha risposto con una standing ovation. Nel percorso molto travagliato della mia storia queste sono le soddisfazioni che in realtà mi danno la forza di andare avanti”. Il pensiero è andato poi a Libero Grassi. È grazie a Libero – ha spiegato Cutrò – che oggi altri imprenditori sono riusciti a non piegarsi alla mafia. “Tante sono ancora le cose da fare, ma nel mio piccolo cercherò di non arrendermi ed andare avanti aiutando chi non ha la forza di denunciare”.

Contenta della buona riuscita dell’incontro la giovane Lucia Castellana, la quale ha ammesso che alla vigilia nessuno avrebbe immaginato tutta questa partecipazione di pubblico, viste le tematiche trattate quali il racket, il pizzo e le estorsioni. “E’ stato bello vedere il pubblico ascoltare in maniera partecipata i diversi interventi, specialmente quello di Ignazio Cutrò – ha dichiarato Lucia – a riprova del fatto che queste sono tematiche sentite dalla cittadinanza. Per noi quella di oggi è una grandissima vittoria…”.

 

Totò Castellana

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