Grandangolo, indagini e politica

Grandangolo – il giornale di Agrigento – diretto da Franco Castaldo – pubblica, in esclusiva, nel numero 47 in edicola oggi, le vicende legate alla saldatura di interessi e all’alleanza tra la mafia agrigentina e quella catanese. Un’alleanza storicamente ripetuta, anche se non tradizionalmente consueta. Stretti legami hanno unito le due famiglie provinciali di Cosa nostra già dai tempi della reggenza di Nitto Santapaola a Catania e Antonio Ferro, boss di Canicattì, poi deceduto, negli anni 70-80. Poi, analoga situazione si è avuta negli anni 90 con la strettissima adesione del clan mafioso agrigentino guidato da Maurizio Di Gati, oggi pentito, e il boss Francesco La Rocca di Ramacca. Quest’ultimo, arrestato nell’operazione Iblis condotta dalla Procura catanese conduce alle recentissime alleanze sorte negli anni 2000 e saldate dagli interessi legati alle grandi strutture di distribuzione alimentare. Proprio l’ordinanza Iblis, come prima aveva fatto l’ordinanza Apocalisse, tutta agrigentina, ha messo in rilievo i solidi rapporti tra i catanesi Enzo ed Alfio Aiello con il gruppo mafioso capeggiato dall’ex latitante Giuseppe Falsone. Ed ancora, restando in tema di inchiesta Iblis, Grandangolo, come fa oggi Panorama, stampa il capitolo relativo ai rapporti “pericolosi” del governatore di Sicilia, Raffaele Lombardo e il capomafia di Enna, Raffaele Bevilacqua. Naturalmente la vicenda viene affrontata in chiave strettamente agrigentina con i risvolti politici che in provincia, recentemente, sono stati evidenziati dalla furibonda polemica tra l’ambientalista Arnone, che ribadisce proprio oggi con posterbus la sua “devozione” a Lombardo, e il Pd.L’intervistona questa settimana è dedicata al presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D’Orsi. Diego Romeo è stato abile nel ricavare dalle parole del presidente un significativo ed inedito profilo che così si può riassumere: Solo, sotto scorta e senza buona stampa. Il titolone più importante viene dedicato al proliferare di inchieste giudiziarie nel versante della pubblica amministrazione. Dopo l’inchiesta Tetris, quella sull’Accademia di studi mediterranei e le amministrazioni di Licata, Racalmuto, Lampedusa, questa volta viene a galla una vicenda piuttosto complessa e per certi versi non sufficientemente nota, relativa alla cessione di beni comunali a privati. Indaga la Procura di Caltanissetta. Tornando ai temi di mafia, un significativo e lungo articolo, firmato da Antonio Mazzeo, narra dettagliatamente della saga del clan Rizzuto: migrazione in America, potere mafioso conquistato, uccisione del capostipite Nick passando per il tentativo di realizzazione del ponte sullo Stretto.

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