CATUARA REINTEGRATO ALLA PRESIDENZA ASI

A seguito dell’ordinanza sospensiva del TAR l’avv. Stefano Catuara è ritornato a svolgere il ruolo del presidente e la normale gestione dell’Area di sviluppo industriale.

“La conferenza stampa – ha detto Catuara- l’ho voluta fare innanzitutto per dire che le istituzioni non conoscono i sentimenti e quindi nessun risentimento nei confronti di alcuno. Si tratta di riprendere quell’attività che è stata lasciata il 22 maggio e procedere immediatamente per il rinnovo degli organi consultivi senza alcun sotterfugio, avendo la consapevolezza che ,chi come me ,è stato eletto nel luglio del 2006 e con scadenza nel 2011 non ha timore alcuno di andare a rinnovare gli organi consortili perché l’unico interesse che c’è stato sin dall’inizio è dare organi democraticamente eletti a una istituzione quale è l’ASI. In provincia di Agrigento la politica industriale deve proseguire e fare la sua strada perché questa provincia ha bisogno seriamente di avere un rilancio, di avere sviluppo. Quello che non servono sono i conflitti fra le istituzioni. Questa provincia conosce diversi conflitti, le istituzioni non devono stare mai tra i loro conflitti. Con questo stato d’animo stamattina mi sono insediato, sono ritornato in Asi, ho portato il saluto ai dipendenti dicendo “continuiamo dove avevamo lasciato, come fosse il 23 maggio”. Colgo anche l’occasione perché in questo frattempo una nuova figura è venuta ad Agrigento e quindi rivolgo il saluto al nuovo prefetto dott, Francesca Ferrandino e anche salutando per l’attività svolta il prefetto Postiglione . Per non averlo potuto fare perché non rivestivo alcun ruolo. Si rispetta un provvedimento giudiziario e poi attenderemo alla fine, come è normale, il giudizio di merito.

L’immediato obiettivo è quello di proseguire dove avevo lasciato un consiglio generale convocato il dodici giugno che poi non è stato revocato e quindi immediatamente incontrerò gli aderenti al Consorzio ASI, le forze sindacali e proseguirò l’attività del rinnovo degli organi.”

—-Lei dice che è stato reintegrato ma qualcuno avrà sbagliato e qualcuno sarà rimasto sconfitto, chi?

—Qui non si tratta di capire chi rimane sconfitto o chi ha vinto semplicemente, vi è un provvedimento da parte di un giudice che ha stabilito in questo momento di sospendere un provvedimento e allora noi abbiamo il dovere proprio di rispettare le norme, le sentenze. Non vi è uno sconfitto, vi è un provvedimento che abbiamo messo in esecuzione questa mattina.D’altronde chi fa come me l’avvocato sa come vanno queste cose e allora se c’è stata una errata interpretazione di norma di legge, il giudice ha il dovere di pronunciarsi.

—Quindi tutto sommato rimangono sconfitti i cittadini e la valutazione che ha dato pocanzi di tutta la vicenda , da una parte è generosa , dall’altro lato sembra complice del potere politico…

—Non si tratta di essere complici, si tratta di dire le cose che normalmente si pensa con la calma dovuta. Io potrei gioire per il risultato ottenuto ma non serve in questo momento né gioire né altro, serve non perdere altro tempo. A nessuno sfugge che sono trascorsi tre mesi , tre decreti assessoriali per il rinnovo degli organi, l’organo non è stato ancora rinnovato, allora abbiamo il dovere così come qualcuno mi ha insegnato, non di recuperare il tempo perduto perché non ci riusciremo ma di non perdere altro tempo, questo sicuramente.

—E’ un vulnus recuperabile anche da parte sua?

—Abbiamo il dovere di accelerare la procedura perché quello che è stato una perdita di tempo, abbiamo il dovere di recuperarlo per rispetto dei cittadini della provincia di Agrigento. Il mio compito è quello di accelerare tutto, fare in modo di rinnovare gli organi nel modo più veloce possibile perché quello che serve alle istituzioni sono gli organismi democraticamente eletti. I sindaci, allora, facciano una discussione, le organizzazioni sindacali stabiliscano chi deve essere il presidente. Il presidente eletto è quello che ha titolo a svolgere quel ruolo.”.

Solo che adesso il presidente eletto dovrà vedersela con quel variegato mondo imprenditoriale descritto da Maurizio Di Gati e riportato da Grandangolo:”Gli imprenditori? Con una mano denunciano e con l’altra cercano Cosa Nostra”. Senza dimenticare i signori Sindaci per i quali il riferimento per pizzo e appalti , vale sempre (?) la parola di Di Gati riportata da Grandangolo): “Ho dovuto tenere a bada sindaci ingordi”.

Diego Romeo

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