DURANTE L’INCONTRO A PALAZZO LOMBARDIA, DIFFUSI I DATI SUL COSTO NASCOSTO PER LE FAMIGLIE: SECONDO LE STIME ALTEMS-UNIVERSITÀ CATTOLICA SULLE MALATTIE RARE, 134 EURO A NOTTE DI ALLOGGIO E QUASI 44 GIORNATE DI LAVORO PERSE L’ANNO
CasAmica presenta Progetto 3.000: a Segrate una “Casa che cura” da 75 posti letto, con ambulatorio e spazio riabilitativo accanto al San Raffaele. Apertura nel 2027, in sinergia con territorio e Terzo Settore
Milano, 27 ottobre 2026 – Quasi 100mila persone in un anno. Tanti sono, secondo gli ultimi dati del ministero della Salute presentati in Regione Lombardia, i pazienti residenti in altre regioni ricoverati negli ospedali lombardi per acuti in regime ordinario: 99.898, a fronte di 46.120 lombardi curati fuori regione. In tutta Italia i ricoveri fuori regione sono stati 691.640 [1] e la loro quota è salita dal 7,2% del 2004 all’8,6% [2]. Numeri a cui CasAmica ODV risponde con Progetto 3.000: la nuova Casa di Segrate, con 75 posti letto, un locale ambulatoriale e uno spazio riabilitativo accanto all’IRCCS Ospedale San Raffaele, che aprirà entro il 2027.
Il quadro della migrazione sanitaria è stato al centro dell’incontro “Un nuovo modello di accoglienza socio-sanitaria – Progetto 3.000”, promosso ieri, lunedì 26 ottobre, da CasAmica ODV in collaborazione con Regione Lombardia al Belvedere di Palazzo Lombardia. Moderato da Rosaria Renna, conduttrice televisiva e radiofonica di Radio Monte Carlo, l’incontro si è aperto con il saluto del vicepresidente di Regione Lombardia, Marco Alparone. Intervenuto anche il sottosegretario con delega all’Autonomia e ai Rapporti con il Consiglio Regionale di Regione Lombardia, Mauro Piazza.
Nel corso dell’iniziativa, a fotografare il fenomeno è stata Federica Morandi, professore associato alla Facoltà di Economia e direttrice dei programmi accademici e della ricerca di ALTEMS – Università Cattolica del Sacro Cuore, nonché presidente della European Health Management Association. La Lombardia è il primo polo di attrazione del Paese: i ricoveri di pazienti arrivati da fuori hanno superato quelli dei lombardi curati altrove di 53.778 unità negli acuti in regime ordinario [3]. Nel 2023 la Regione ha maturato 1,12 miliardi di euro di crediti per le cure prestate a pazienti provenienti da altre aree del Paese, a fronte di 476 milioni di debiti, con un saldo attivo di 645,8 milioni: il 23,2% di tutta la mobilità attiva italiana, che ha toccato il record di 5,15 miliardi. Il 71,1% dell’attrazione lombarda passa per strutture private accreditate, contro il 54,5% della media nazionale [4].
IL COSTO NASCOSTO: DALLA MOBILITÀ SANITARIA ALLA MOBILITÀ FAMILIARE
Dietro i flussi tra Regioni c’è però un costo che le statistiche non registrano. Le elaborazioni ALTEMS su pazienti con malattie rare indicano una distanza media di 185 km tra casa e centro di cura; chi deve pernottare trascorre circa 9 giorni l’anno lontano da casa, con una spesa media di 134 euro a notte per l’alloggio. Ancora più pesante il costo indiretto: i caregiver perdono in media 43,7 giornate di lavoro l’anno, pari a circa 3.650 euro di mancata produttività [5].
Una fatica confermata dall’indagine EMG Different per CasAmica tra i residenti del Sud e delle Isole: chi si è curato fuori regione indica come prime difficoltà i costi di spostamenti (60%) e alloggi (59%) e il 58% avrebbe avuto bisogno di un alloggio gratuito o a prezzo calmierato. Milano è la meta di un migrante sanitario su quattro [6]. Nel solo 2025 le sei case di CasAmica a Milano, Lecco e Roma hanno accolto quasi 6.000 persone tra pazienti e accompagnatori, per un totale di 40.500 notti di ospitalità; dati che hanno spinto CasAmica a realizzare una settima struttura di accoglienza.
PROGETTO 3.000: LA NUOVA CASA DI SEGRATE
La nuova struttura sorge a Segrate (MI), nei pressi dell’IRCCS Ospedale San Raffaele. Sarà la più grande tra le case di CasAmica: 75 posti letto, due miniappartamenti, un piano dedicato ai bambini e alle loro famiglie, un auditorium e un giardino. Il cantiere, aperto nel maggio 2025, è nella fase di impianti e rivestimenti: la fine dei lavori è prevista a inizio 2027 e l’apertura entro il 2027.
«Secondo i dati disponibili, quasi 100mila pazienti di altre regioni sono stati ricoverati negli ospedali lombardi, oltre 53mila in più dei lombardi che si sono curati altrove: la Lombardia è il primo polo di attrazione sanitaria del Paese e dietro ognuno di questi ricoveri c’è spesso una famiglia che deve trovare un posto dove stare – ha dichiarato Stefano Gastaldi, direttore Relazioni istituzionali e Progetti strategici di CasAmica ODV –. Per questo Segrate non sarà soltanto una casa più grande, ma un modo diverso di stare accanto a chi si cura lontano da casa. Chi arriva a Milano per una terapia oncologica o un trapianto non ha bisogno solo di un letto, ma di un ambulatorio dove ricevere una prestazione senza tornare ogni volta in reparto e di una comunità che non lo lasci solo. Il modello di Segrate poggia su tre alleanze: con gli ospedali, con il territorio e con le altre organizzazioni del Terzo Settore».
UNA “CASA CHE CURA”, IN RETE CON GLI OSPEDALI
La nuova CasAmica avrà al suo interno un locale ambulatoriale e uno spazio riabilitativo. Sono in fase di finalizzazione protocolli d’intesa con le strutture sanitarie, a partire dall’IRCCS Ospedale San Raffaele, per consentire agli ospiti di ricevere cure domiciliari e prestazioni ambulatoriali direttamente nella Casa, riducendo gli spostamenti verso l’ospedale.
La struttura avrà un forte legame con la comunità locale (alcuni servizi della nuova Casa saranno aperti anche alla cittadinanza di Segrate) e con altri enti del Terzo Settore.
Sono in fase di definizione accordi con Fondazione Telethon, Prometeo – presente all’incontro di ieri con Paola Serafin, componente del consiglio direttivo e responsabile dell’accoglienza – e Fondazione Oxiamo – presente con il presidente Stefano Tronconi – per accogliere le persone seguite da queste realtà. Paola Martinoni, medico chirurgo e fondatrice di Fondazione Libellule Insieme ETS, ha illustrato i servizi di prevenzione dedicati alle mamme dei bambini ospiti di CasAmica.
«In quarant’anni abbiamo accolto oltre 150 mila persone e abbiamo imparato che l’accoglienza fa parte del percorso di cura – ha dichiarato Marinella Vedani, vicepresidente di CasAmica ODV. I dati emersi dall’incontro lo confermano: il ricovero è coperto dal sistema sanitario, ma viaggio, alloggio e giornate di lavoro perse restano sulle spalle delle famiglie. Il Terzo Settore può fare molto, ma la risposta deve essere un’alleanza tra istituzioni, ospedali e organizzazioni non profit».
[1] Ministero della Salute, Rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero – Dati SDO 2024 (giugno 2026), Tav. 5.22 e tavole sulla mobilità interregionale: salute.gov.it; elaborazione Quotidiano Sanità, 25/06/2026.
[2] Istat, audizione presso la XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, 7 luglio 2026: memoria Istat.
[3] Ministero della Salute, Rapporto SDO 2024, cit.: saldo tra mobilità attiva e passiva della Lombardia.
[4] Fondazione GIMBE, Report sulla mobilità sanitaria interregionale 2023 (4 marzo 2026). comunicato GIMBE.
[5] Elaborazioni ALTEMS – Università Cattolica del Sacro Cuore nell’ambito di progetti sull’impatto socioeconomico delle malattie rare, presentate da Federica Morandi all’incontro del 26 ottobre 2026 a Palazzo Lombardia.
[6] EMG Different per CasAmica ODV, “Studio sui migranti sanitari”, aprile 2024: 800 interviste online a residenti tra i 35 e i 65 anni in Calabria, Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna. Difficoltà, bisogni e destinazioni sono riferiti agli intervistati che si sono curati fuori regione.