Palermo, 20/10/2026. «La Sicilia affoga e qui si parla di mancette per la campagna elettorale dei deputati della maggioranza. È un pugno nello stomaco delle famiglie e delle categorie in ginocchio per il caro gasolio. I Fit devono sparire da questa manovra e con essi le norme non essenziali e urgentissime. Lasciamo solo gli articoli fondamentali e in quel caso siamo pronti a votare la legge».
Lo hanno detto oggi i deputati del M5S nel corso di una conferenza stampa tenuta all’Ars, alla quale hanno partecipato il capogruppo Antonio De Luca, il coordinatore regionale del Movimento, nonché vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola, e il deputato Luigi Sunseri.
«Se le nostre richieste non dovessero essere ascoltate – ha detto De Luca – siamo pronti a ricorrere a tutti i mezzi parlamentari a nostra disposizione, intervenendo norma per norma, comma per comma e, se in Aula dovesse arrivare un maxiemendamento per i Fit, chiederemo il voto per parti separate. Noi non siamo contrari agli interventi territoriali. Se c’è da salvare un Comune dal fallimento è giusto che si intervenga come è giusto intervenire per i territori flagellati dalle trombe marine, non certo per finanziare campi di padel o norme fatte senza alcun criterio e che non sono nemmeno passate dalle commissioni e che non conosciamo nemmeno. Tra l’altro i tempi per gli impegni di spesa sono ristrettissimi e parecchie somme andranno in economia».
«È assurdo – ha concluso De Luca – che in un momento in cui la Regione ha una buona disponibilità di risorse non si intervenga per porre un freno al disagio dilagante in Italia e in Sicilia. Se non si fa nulla di concreto queste proteste sono destinate ad allargarsi a macchia d’olio».
«Il presidente Schifani – ha detto Di Paola – abbia un sussulto di orgoglio e si imponga alla sua maggioranza e al suo partito, imponga pure lo stralcio delle norme non urgenti. Soprattutto imponga l’eliminazione dell’abominio dei Fit. Si stanzino 50 milioni per il settore cerealicolo, 30 milioni contro il caro gasolio, si aumentino i fondi per le marinerie, per gli Asacom, per le emergenze di Marsala e Petrosino, per le scuole. Si pensi al diritto alla casa per il quale in questa manovra non c’è nulla. Il resto venga stralciato e si sposti in Finanziaria».
«Questa manovra – ha detto Sunseri – si chiama ‘Disposizioni per la coesione per la crescita’. Sfido a trovarvi qualcosa per la crescita. Ci sono tante norme che non hanno nessuna urgenza e che non dovrebbero essere in una manovra di variazione e mi riferisco, solo per fare qualche esempio, ai debiti di tre consorzi di bonifica (Agrigento, Enna e Palermo), alla Consulta dei siciliani all’estero, al Cimitero di Modica, a Comiso città della Pace, alla Casa dei cantastorie, alla Facoltà teologica, all’Autoporto di Vittoria, al Centenario delle province di Ragusa ed Enna, al fondo per gli investimenti territoriali».